Pisa, 6 gennaio 2016 - «Boccadarno è la nostalgia di un incanto disperso ma non dimenticato. E’ la favola bella che ci portiamo nel cuore». Così scriveva Giuseppe Meucci nella quarta di copertina del libro dedicato a Marina («BOCCAdARNO», edizioni Ets 2007). La favola bella che voleva ripartire. E tutto dopo anni di dibattiti, scontri e veti politici sembrava aver imboccato la strada della svolta. Ma per chi va in mare il vento può diventare repentinamente un nemico, più che un alleato. Così, mentre i vecchi capannoni dell’ex Motofides venivano giù dopo anni di abbandono, ecco che il default della Lehman Brothers travolgeva il mercato immobiliare. E tutto, proprio, mentre le banchine cominciavano a diventare una realtà dopo anni di attesa. Così, prima di scuffiare, c’è chi ha deciso di alzare bandiera bianca. 


E’ la «Boccadarno Porto di Pisa Spa», la società costituita per lo studio, la realizzazione, la gestione e la commercializzazione di complessi immobiliari, di insediamenti residenziali, commerciali e turistici di Marina. La società, infatti, ha deciso di giocare d’anticipo e ha deliberato la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo. Una mossa assunta, all’unanimità, con il voto espresso da ogni singolo membro del consiglio di amministrazione, alla fine di novembre e resa pubblica nel registro delle imprese della Camera di Commercio. Già il 6 luglio scorso l’assemblea della società (presieduta da Riccardo Del Monte, con amministratori delegati Paolo Carrozza e Simone Tempesti) aveva evidenziato, a fronte del conto economico 2014, la necessità di «avviare la fase di realizzazione dell’area edificatoria» o la realizzazione di un nuovo piano industriale e di rifinanziamento che passasse anche da una rinegoziazione del debito bancario esistente. Nel frattempo, confermata l’indisponibilità «di soci e finanziatori ad immettere ulteriori risorse liquide» e nello stesso tempo non individuati altri soggetti pronti a scommettere sul progetto immobiliare nell’area dietro al nuovo porto turistico (gestito da un’altra società), ecco la determinazione della «Boccadarno Porto di Pisa Spa» di presentare direttamente la richiesta di concordato preventivo. Una procedura che qualora venisse omologata eviterebbe il ben più oneroso fallimento e il rischio di azioni revocatorie. Non solo. Con il concordato la società otterrebbe anche lo stralcio delle posizioni a debito secondo la percentuale concordataria e, forse, anche la transazione fiscale. Ma ci potrebbe essere anche di più e questo dipende dal tipo di concordato che potrebbe essere riconosciuto liquidatorio, in continuità o con assuntore. Ma per saperlo occorrerà attendere le decisioni del Tribunale. Di certo c’è che l’assemblea della «Boccardarno Porto di Pisa Spa» ha deciso di aumentare il capitale sociale a 55 mila euro entro il prossimo 31 gennaio.