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L’assessore: «Basta accuse strumentali. Nessuno resta fuori»

Nidi, il Comune taglia 5 posti ‘Solo così è salvo il servizio’

CINQUE educatori, cinque contratti a termine che non verranno rinnovati e che erano stati attivati per coprire altrettanti pensionamenti scattati negli ultimi due anni. E’ questo l’ammontar...
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CINQUE educatori, cinque contratti a termine che non verranno rinnovati e che erano stati attivati per coprire altrettanti pensionamenti scattati negli ultimi due anni. E’ questo l’ammontare dei tagli negli asili nido comunali previsti dall’amministrazione, ridimensionamento che porterà il numero delle educatrici da 76 a 71. «E questo — sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione Marilù Chiofalo — nonostante che l’optimum per ottimizzare le risorse senza perdere niente in qualità e quantità dei servizi, sarebbe in realtà 67».
L’AMMINISTRAZIONE comunale fa chiarezza sulla vicenda che ha portato in piazza nei giorni scorsi il personale dei servizi educativi, i sindacati e i rappresentanti dei genitori che hanno partecipato anche a una infuocata assemblea in sala delle Baleari. Prima con la risposta dell’assessore Chiofalo al «question time» in consiglio, poi con una presa di posizione ufficiale del sindaco Marco Filippeschi: «Il 21 settembre, con un netto anticipo rispetto agli anni passati, sarà attivata la refezione. Le liste di attesa sono azzerate, tendenza che differenzia Pisa rispetto ad altre città come Firenze dove i bambini in lista sono 1085. Le rette non sono più state aumentate. Non procederemo ad alcuna ulteriore esternalizzazione e, per consolidare l’integrazione tra educatori dei nidi pubblici e convenzionati, sarà creato un coordinamento pedagogico. L’attenzione alla qualità del servizio è quindi totale». Attualmente i posti sono 649 (su un bacino di 1900 bambini nella fascia 0-3 anni) garantiti da 9 nidi a gestione diretta e 5 indiretta. «Riportare il servizio totalmente a gestione diretta, come vorrebbero i sindacati — precisa il sindaco — significherebbe aumentare i costi e lasciare a casa 150 bambini».
«UN POSTO al nido in una struttura comunale costa 1.100 euro — spiega l’assessore Chiofalo — nelle strutture convenzionate da 700 a 800 euro. Ma non si tratta solo di risparmio: l’amministrazione ha fatto anche scelte per migliorare la qualità dei servizi, come per la refezione, e il trattamento salariale dei lavoratori, per esempio del personale ausiliario. Ottimizzare le risorse, però, è un dovere. Parliamone. Il confronto è aperto». Prossimo appuntamento il 16: convocazione della delegazione trattante tra sindacati e amministrazione. Subito dopo l’assemblea con i genitori.
Francesca Bianchi









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