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Michele Placido, the star In attesa della Deneuve

di TITTI GIULIANI FOTI
— FIRENZE —
MA CHE ne so io della Deneuve? Guarda che non ne so niente» . Benedetti telefonini e chi li ha inventati. A volte anche le cose più geni...
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148.jpg 2009-08-03
di TITTI GIULIANI FOTI
— FIRENZE —
MA CHE ne so io della Deneuve? Guarda che non ne so niente» . Benedetti telefonini e chi li ha inventati. A volte anche le cose più geniali incredibilmente ti si ritorcono contro. Ieri sera Michele Placido è stato accolto con una vera ovazione al teatro di Monte San Savino (Arezzo) col suo poetico spettacolo «Concerto de alma» ospite del Festival Musicale Savinese. Certo, gli organizzatori sono andati sul sicuro: con quella impagabile voce Michele Placido ci ha raccontato amore, passione e emozione ma anche fatto ascoltare colori fragranze e ricordi tra questo straordinario incontro di poesia e musica. Ma prima, tappa al ristorante. Quesito facilino da risolvere: cosa chiede un attore per andare in scena e essere sicuro di stare leggero? Verdure, naturalmente. Sottofondo-caos, il suo simpatico accento amplificato tra mille altre voci. Un suicidio tentare di parlare.
PER FORTUNA il successo della serata — manco a dirlo — c’è stato eccome: oltre alla voce recitante di Placido è da segnalare il violino dall’amico, l’ottimo musicista Alessandro Perpich e da Gabriella Orlando al pianoforte. Toccati i versi di Neruda, Garcia Lorca e dei poeti andalusi, cantori che hanno trovato rifugio nell’arte e nelle loro liriche disperate. Alternate sulla scena all’esecuzione appassionata strumentale delle pagine più belle di Piazzolla, Granados, De Sarasate.
Ma la questione caliente di questo periodo è un’altra. La generosità di Michele Placido è nota, tutti sanno che è attore che non si risparmia.

MA DA GIORNI ormai si vocifera sull’evento dell’estate: e cioè quel che andrà in scena a «La Vesiliana» a Marina di Pietrasanta, mercoledì prossimo, 5 agosto. Trattasi niente meno della prima mondiale di «Je me souviens», (Mi ricordo) di George Perec che con Placido vedrà in scena per la prima volta, l’algida Catherine Deneuve per la regia di Renato Giordano.
Dunque la notizia sarebbe questa: che con Placido, attore-garanzia salirebbe sul palco per la prima volta nella sua vita Catherine Deneuve, mito maschile di classe, che ha debuttato nel cinema ancora adolescente nel 1956, ne film «Le collegiali». La signora infatti — sì lo sappiamo, non sta bene dire l’età— è nata nel 1943 e nella sua vita ha vinto ben due volte il César come migliore attrice, ed è stata candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista.

PERÒ C’È un oggettivo alone di mistero su questo «Mi ricordo», testo di George Perec, prossimo al debutto sotto i pini dannunziani. Voci del tutto incontrollate —di manager o sè dicenti tali — all’inizio ci hanno dato Catherine Deneuve in pieno desterto del Marocco a spasso per oasi a cercare di ritemprarsi. Altri nell’esatto tempo — cosa assai difficile senza possedere il dono dell’ubiquità — ci hanno dato l’ex «Bella di notte» di Bunuel in quel di Lucca, a spasso per negozi, città che (pare) ami follemente. Altre voci incontrollate ce la danno come assai bizzosa da non vuole incontrare i giornalisti se non a colpi (cari) cachet. Altra voce difforme racconta di contro che la signora Deneuve incontrerà i giornalisti, bontà sua, il giorno prima dello spettacolo, appunto, in Versiliana dove dovrebbe andare in scena questa famosa prima mondiale. Ma se la suspense ha un colore, diremmo senza fallo che di giallo si tratti: infatti, interpellato via cellulare in quel nano-secondo Michele (poco) Placido ci ha urlato per telefono — perchè fosse sicuro che si sentisse bene — testualmente: «Sullo spettacolo della Deneuve non so niente. Non mi hanno mandato neppure il testo non so di che si parli. Io non so niente. E’ chiaro?».
Il mistero s’infittisce.









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