2009-08-03
di GIOVANNI BOGANI
PORTO ERCOLE
UN PICCOLO grande festival, in uno dei luoghi più belli della Toscana. Si è concluso ieri Anima Film Festival: una rassegna dedicata al cinema con lanima. Proposte alternative, cortometraggi inediti, e incontri con protagonisti del cinema e dello spettacolo. Organizzati da Sita Bannerjee, da Michele Afferrante e da Filippo Mauceri. Scenario, piazza Santa Barbara a Porto Ercole. Il mare da una parte, la Fortezza Spagnola dallaltra. E in mezzo, il cinema. Sullo schermo dellAnima film festival, è stato proiettato il film della vita scelto da Vittorio Sgarbi. Che, a sorpresa, ha proposto Amici miei. «Il conte Mascetti è una maschera tragicomica del nostro tempo», ha detto il critico darte, trasformato per una sera in critico cinematografico. «Tra laltro ha confessato Sgarbi , il critico cinematografico lho fatto davvero, per un paio danni, per una rivista. Poi, però, mi addormentavo guardando i film, e ho capito che non era quello il mio mestiere. Ma Amici miei di Monicelli mi piace davvero. E il conte Mascetti mi ricorda certi personaggi dei nostri tempi, così come le sue avventure mi ricordano certi scandali che riempiono le cronache mondane e anche quelle politiche di questi giorni...». Lallusione è chiara. E lui, semmai, a rincarare la dose. «Adoro Berlusconi perché, come Sophia Loren, tenta di essere immortale, di non invecchiare mai. Anzi, secondo me, come Sophia Loren, Berlusconi è una donna!».
DALLE BOUTADE di Sgarbi allarte sommessa e complessa di Giuseppe Piccioni. Il regista marchigiano, autore di Giulia non esce la sera, di Fuori dal mondo, di La vita che vorrei e di Cuori al verde, regista di intimi ritratti femminili, ha raccontato: «Sul set, quello che cerco è sempre una sorpresa, un regalo. Quel regalo che ti fanno gli attori con una espressione improvvisa, un attimo di verità intima che non avevi previsto. Il cinema è sempre la rivelazione della verità. Quando ero ragazzo, amavo il cinema di John Ford. Poi sono andato a Roma, e ho visto al cineclub tutti i film di Pietrangeli, di Germi. Ho capito che anche il cinema italiano sapeva raccontare la società. Cosa che mi auguro riesca a fare ancora. Nel mio piccolo, ho cercato di raccontare personaggi imperfetti, che hanno come un difetto di fabbricazione: non eroi, ma persone in crisi, tormentate. E soprattutto mi piace raccontare luniverso femminile. Margherita Buy, Valeria Golino e Sandra Ceccarelli sono tra le vere autrici del mio cinema».
NEL RICEVERE il primo premio Anima Film Festival, Giuseppe Piccioni, Piccioni ha rivelato: «Vorrei vivere questo mestiere con più serenità, senza preoccuparmi se una volta sbaglio un film. Pensando che si può anche rischiare e sperimentare. Invece mi sento da ventanni un esordiente». Piccioni ha poi raccontato che uno dei suoi film più belli, Fuori dal mondo, è nato proprio in Toscana, allArgentario: «Eravamo ha detto allArgentario destate con Margherita Buy. Le avevo raccontato di questo mio progetto di film, e proprio qui, destate, facevo le prove costumi con gli abiti da suora per Margherita. Pensavo che quel film sarebbe stato un disastro: Margherita, tutta abbronzata, che indossava un vestito da suora! Anche i produttori erano contro di me, e dicevano che le suore al cinema portano sfortuna. Invece è stato il mio film più premiato, e forse anche più amato. Vuoi sapere come è nata quellidea folle? Un giorno lessi unintervista ad una suora, diceva: mi manca solo una cosa nella vita, un abbraccio. Mi tenni dentro quella frase per mesi, e poi scrissi quasi di getto la storia di una suora che trova un bambino abbandonato e vive un irresistibile desiderio di maternità».
Il festival ha proposto anche una interessante selezione di cortometraggi. Uno, molto ironico, sceneggiato da Federica Pontremoli, coautrice dei film di Nanni Moretti. E uno di animazione, interessantissimo. Patrocinato dalla Mediateca regionale toscana, sostenuto da Cinecittà / Istituto Luce, il festival dà appuntamento allanno prossimo. Nel segno dellanima, della ricerca interiore, del cinema non solo di effetti speciali e di ritmo, ma anche di introspezione e profondità.