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LA RISPOSTA dell’assessore alle politiche abitative ci fa ben sperare per le...

LA RISPOSTA dell’assessore alle politiche abitative ci fa ben sperare per le 80 famiglie che saranno chiamate per l’assegnazione della casa popolare entro pochi giorni. L’assessore ha ...
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2008-10-14
LA RISPOSTA dell’assessore alle politiche abitative ci fa ben sperare per le 80 famiglie che saranno chiamate per l’assegnazione della casa popolare entro pochi giorni. L’assessore ha infatti ammesso che sono 50 gli appartamenti vuoti, da assegnare subito, superando il numero da noi indicato. Entro Natale saranno assegnati i 31 alloggi di nuova costruzione di via Norvegia ed entro febbraio saranno terminati ed assegnati i 31 alloggi in affitto calmierato del Cep. Sulla rendicontazione delle risorse provenienti da canoni e da vendite di patrimonio Erp, sarebbe bene che la giunta verificasse l’atto n° D21/210 del 14 febbraio 2007, che ha permesso alle assemblee del Lode dell’11 marzo e del 29 ottobre 2007 di assegnare al Comune di Pisa ben 13 milioni di euro per interventi di ristrutturazione e nuova costruzione. Tra gli interventi approvati: il recupero di 10 alloggi in via Garibaldi (ex Aedes) per 150mila euro; nuove costruzioni di 20 alloggi a Calambrone per 2.877.000 euro; nuova costruzione di 12 alloggi al Cep per 1.357.000 euro. Potremmo continuare ancora e per ogni intervento di nuova costruzione approvato, è stato contestualmente individuata e resa disponibile l’area edificabile corrispondente (al Cep l’area consentirebbe la costruzione anche di 20 alloggi in più).

L’APES aveva mandato di predisporre i progetti e di indire le gare di appalto per l’inizio dei lavori. Se ci sono stati intoppi in merito a tali rendicontazioni, la richiesta di verifica va rivolta all’assessore alle finanze e patrimonio della passata giunta, che non era certamente del PdCI. Se poi motivazioni e problemi siano stati altri, come il corretto trasferimento dei fondi alla Regione Toscana o l’arbitraria eliminazione di 70 appartamenti dalla categoria Erp, senza previa discussione in consiglio comunale, così come era stato richiesto dai Comunisti Italiani, allora per avere chiarezza occorrerebbe rivolgersi a colui che in quel momento rappresentava la linea politica della giunta, cioè il sindaco. Noi comunisti, quando facciamo parte di una coalizione, riteniamo che le scelte fatte a seguito di discussioni valgano per tutti coloro che compongono la coalizione; evidentemente le recenti fasi politiche oltre che a cambiare nomi e linee politiche di alcuni partiti, hanno modificato anche il modo di agire dei loro esponenti. Alla luce di tutto questo, per i comunisti l’interlocuzione sulla questione abitativa con costoro finisce qui.
Lucia Mango
Segretaria Provinciale del PdCI









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