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Blitz dei vigili urbani al circolo ‘Argini e Margini’

Drink serviti fuori orario Maximulta da 5mila euro

LA MUSICA è finita, ma gli amici, o meglio i clienti del circolo non se ne erano ancora andati. Non accennavano nemmeno a farlo, indugiando seduti ai tavolini, tra una chiacchiera, una sigaretta...
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5147.jpg 2008-09-07
LA MUSICA è finita, ma gli amici, o meglio i clienti del circolo non se ne erano ancora andati. Non accennavano nemmeno a farlo, indugiando seduti ai tavolini, tra una chiacchiera, una sigaretta e un drink, senza che nessuno, tra i gestori e inservienti del locale, li invitasse ad alzarsi per rispettare l’orario di chiusura e il ‘‘coprifuoco’’ alla somministrazione di bevande, imposto dall’ultima ordinanza del prefetto di Pisa. Eppure quelli di «Argini e Margini», il localino gestito dal Lenigrad Cafè sullo Scalo dei Renaioli, luogo di ritrovo per eccellenza delle notti estive in città, erano già stati avvisati con ‘‘diffida formale’’ al rispetto del provvedimento straordinario anti-schiamazzi entrato in vigore lo scorso 15 luglio e destinato — come ha annunciato pochi giorni fa il sindaco Paolo Filippeschi — a diventare definitivo oltreché esteso all’intero centro. Ma nel corso dell’ennesimo controllo delle pattuglia di vigili urbani e della squadra di polizia amministrativa della questura, l’altra sera quelli di «Argini e Margini», sono stati colti ancora una volta ‘‘in fallo’’. All’una di notte avevano i tavolini affollati e al bar si distribuivano ancora bevande al bicchiere.

UN’INOSSERVANZA che è costata ai gestori la multa record di cinquemila euro per lo sforamento d’orario e la somministrazione di ‘‘drink’’ meno di un’ora prima della chiusura, quando già si erano spenta la musica dello spettacolo di intrattenimento in programma per quella sera. E il circolino-terrazza sullo Scalo dei Renaioli, già finito più volte nel mirino delle lamentele dei residenti nei palazzi affacciati su Lungarno Galilei — che protestavano per la musica rumorosa, ma anche per l’attardarsi degli avventori sotto le finestre dei loro appartamenti, anche fino alle prime luci dell’alba — è quindi la prima ‘‘vittima’’ del giro di vite inaugurato dalla prefettura e ripreso da Palazzo Gambacorti per garantire un minimo di quiete notturna ai pisani del centro storico.

INTANTO in molti locali continua la petizione, che ha già raccolto oltre 300 firme, per chiedere al sindaco Filippeschi di rivedere l’ordinanza sul ‘‘coprifuoco alcolico’’. Tra i firmatari non ci sono soltanto i gestori di quei locali che lamentano un drastico calo degli affari — anche 200-300 euro a sera — nella fascia oraria dalle 22 a mezzanotte, ma anche molti frequentatori di pub e bar del centro di Pisa. E sulle vetrine di molti locali son spuntati i primi cartelli di avviso alla clientela. «Per favore, quando uscite, evitate di fare schiamazzi».
pa.zer.









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