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Allarme sull’Aurelia: ma era solo un falò di rifiuti

Fiamme e fumo a Coltano Paura nel campo nomadi

SONO STATI gli automobilisti in transito sull’Aurelia, tra Pisa e Livorno — sabato sera, intorno alle 23 — a scorgere l’alta colonna di fumo e il bagliore delle fiamme che si spin...
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2859.jpg 2008-06-09
SONO STATI gli automobilisti in transito sull’Aurelia, tra Pisa e Livorno — sabato sera, intorno alle 23 — a scorgere l’alta colonna di fumo e il bagliore delle fiamme che si spingevano verso la strada, dalla zona del campo nomadi di Coltano, lanciando subito l’allarme incendio alla centrale operativa dei vigili del fuoco e al 112 dei carabinieri. E in un primo momento — sulla base delle segnalazioni — si è anche temuto che il rogo si fosse sviluppato all’interno di una delle tante baracche in legno e lamiera e roulotte del vasto insediamento, abitato soprattutto da kosovari e zingari provenienti dai territori della ex Jugoslavia. Una situazione di potenziale grave pericolo, dal momento che nell’accampamento vivono anche molti bambini.

NON C’ERA un minuto da perdere e sul posto si sono subito lanciate le squadre antincendio dal comando provinciale di Pisa, affiancate da due pattuglie dei carabinieri. Ma, come è stato accertato di lì a poco, le fiamme e il fumo erano soltanto una delle tante cataste di rifiuti in fiamme. E il rogo era stato acceso appositamente per distruggerli, come in un «inceneritore» fai da te, il sistema utilizzato dagli occupanti del campo nomade per smaltire l’immondizia e il materiale di scarto, come carcasse di moto, biciclette arrugginite, ma anche il rivestimento esterno dei fili di rame, materiale prezioso per gli zingari, che lo rivendono sul mercato clandestino. Ma con il vento di sabato notte, le fiamme avrebbero potuto propagarsi anche alla pineta e ai campi circostanti e quindi agli occupanti del campo di Coltano è stato imposto il «cessate il fuoco».

LE OPERAZIONI di spegnimento del rogo sono andate avanti per circa un’ora e ora gli uomini sorpresi attorno al falò rischiano anche una denuncia penale e la multa fino a mille euro.
p.z.









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