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Gli imputati sono tutti imprenditori conciari: indagine della Finanza

Prestiti e usura, in nove a processo

di PAOLA ZERBONI
NOVE IMPRENDITORI del settore conciario imputati del reato di usura ai danni di un loro collega di Santa Croce sull’Arno che si era rivolto loro per dei prestiti e si era vis...
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2008-05-13
di PAOLA ZERBONI
NOVE IMPRENDITORI del settore conciario imputati del reato di usura ai danni di un loro collega di Santa Croce sull’Arno che si era rivolto loro per dei prestiti e si era visto applicare tassi d’interesse generalmente superiori al 150%. Un’indagine della Guardia di Finanza di Pisa che prese le mosse nel febbraio del 2002 e che portò le Fiamme Gialle al sequestro preventivo di beni di vario genere, come azioni societarie, ville, terreni, auto di lusso e contanti per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro (ovvero oltre 21 miliardi di vecchie lire).

COORDINATA dal sostituto procuratore della Repubblica di Pisa, dottor Giancarlo Dominijanni e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pisa e della Compagnia di San Miniato, l’inchiesta — che i finanzieri chiamarono «Fifty Fifty» — ha consentito di individuare e reprimere una complessa e articolata attività illecita svolta da persone operanti nel settore conciario. A mettere le Fiamme Gialle sulla pista degli usurai, fu proprio la loro vittima, un imprenditore residente e operante nella zona del Comprensorio del Cuoio, ma di origini napoletane.
Il meccanismo illecito era profondamente radicato nel commercio di pellame grezzo , gestito da imprenditori del settore, alcuni dei quali operanti nel Comprensorio del cuoio e altri in varie località della Campania che, parallelamente alle transazioni commerciali realizzate per lo più in totale evasione di imposta, avrebbero imbastito una complessa e illecita attività di finanziamento attraverso l’emissione di assegni postdatati e altri titoli di credito.

IN SOSTANZA i nove avevano offerto alla loro vittima un prestito in varie tranche di denaro in contante per importi sostanzialmente inferiori rispetto al valore nominale dei titoli di credito ricevuti. Ma le percentuali di interesse applicate nelle numerose operazioni ricostruite dagli investigatori erano generalmente superiori al 150% e quindi oltrepassavano di gran lunga il cosiddetto tasso di soglia» fissato dalla legge per definire i finanziamenti a carattere usurario.

I MILITARI della Guardia di Finanza, su delega della Procura di Pisa, dopo un anno di indagini capillari eseguirono sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di tre imprenditori residenti nel Comprensorio del Cuoio, e di altrettanti residenti in Campania. Nella rete finirono anche due noti imprenditori pisani con importanti attività economiche a Santa Croce. Complessivamente furono denunciate quindici persone per reati di varia natura, tra i quali, appunto, l’usura oltre all’esercizio abusivo del credito, l’emissione e l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.

OLTRE alla copiosa e significativa documentazione utile per la prosecuzione degli accertamenti, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato una pistola illecitamente detenuta nonché ben 96 proiettili. Nel corso delle indagini, nelle quali furono impiegati ben 125 finanzieri, sono state eseguite una ventina di perquisizioni in vari luoghi e sequestrate decine di conti correnti bancari.