Allarme influenza:
"I nostri vecchietti stanno bene"

Egisto Patacca, 78 anni, il 21 ottobre è morto in ospedale di influenza A, aggravato da complicanze cardiache. L’anziano era ricoverato nella casa di riposo 'Parco della Serenità' di San Terenziano 

Nuova malattia: la ritieni solo una banale influenza? Scrivici

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Perugia, 23 ottobre 2009 - E via: tutti 'armati' di termometro a misurare la febbre dei nonnini e delle nonnine - diciannove - ospiti del 'Parco della Serenità' (o 'Casa Vittoria', come la chiamano dalle parti di San Terenziano), la struttura protetta per anziani nella quale risiedeva Egisto Patacca, l’uomo di 78 anni morto l’altro giorno in ospedale a Spoleto per una serie di complicanze cardiache e respiratorie probabilmente aggravate dalla sua condizione di paziente affetto dal virus H1N1, quello dell’influenza suina.

 

"Nessun problema - afferma Luciano Bianchi, il gestore della struttura -, gli anziani assistiti stanno tutti bene compatibilmente con età ragguardevoli e, in qualche caso, precarie condizioni generali. In queste ultime ore, inoltre, abbiamo avuto contatti con l’Asl 3 e ci stiamo attrezzando in vista di controlli più approfonditi, ovviamente senza alcun allarme particolare".

 
Nel cuore verde della verde Umbria, cioè a Gualdo Cattaneo e dintorni, il primo decesso da 'nuova malattia' registrato nella regione viene vissuto con preoccupazione, certo, ma anche nella consapevolezza che comunque di influenza si tratta:
capace di alta infettività eppure debellabile con le normali cure e le ordinarie attenzioni che sempre si devono nei riguardi di evenienze del genere.


L’Asl 3, peraltro, ha varato proprio in queste ore una sorta di «protocollo» dell’iter-influenzale: ogni singolo ufficio della struttura sanitaria, a questo punto, saprà come doversi comportare al cospetto di un responso virologico positivo. E ciò avverrà sulla base di un percorso ufficiale teso a scongiurare ogni possibile rischio di diffusione pandemica del contagio.

 

L’intento è quello di evitare interpretazioni personali, andando invece a 'codificare' le mosse di un apparato, appunto quello sanitario, alle prese con una malattia non 'mostruosa' ma comunque da prendere con le molle. Analoghe iniziative vengono adottate nelle altre Asl umbre, a riprova del fatto che l’azione di prevenzione generale avviata dalla Regione nelle settimane scorse è arrivata a sortire, se non altro sul piano prettamente organizzativo, positivi effetti.

 

Ed è già tanto, proprio perché un’azione mirata di contrasto alla possibile diffusione del virus, per di più condotta nel quadro di un’attività che sia anche evidente e quindi resa pubblica alla ribalta locale, evita quantomeno lo svilupparsi di una psicosi collettiva che al momento - salvo rare eccezioni - non appare in effetti presente in ambito territoriale, con buona pace di quanti anche in queste ore continuano a 'predicare' l’imminente arrivo dell’Apocalisse. 

Roberto Conticelli

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