Blitz nel capannone degli schiavi
Manette alla titolare cinese
Immigrati clandestini e schiavi: queto erano i cinesi che sono stati trovati da carabinieri durante un blitz in un capannone amnannone. E proirpio per aver ignorato le norme sulla regolarità dell’immigrazione è stata arrestata la donna - anche lei orientale - che gestiva quell’improvvisato laboratorio tessile

Perugia, 23 ottobre 2009 - A sequestrare la struttura - in località Le Cese di Nocera Umbra - sono stati gli uomini dell’Arma, che hanno anche messo le manette (trasferendola poi nel carcere di Capanne) la donna cinese che ne curava appunto la gestione; è stato questo il risultato più evidente di una operazione che ha consentito di operare altri sei arresti (cinque cittadini di nazionalità marocchina ed una giovane donna cinese), per violazione delle norme sulla immigrazione. Sono state denunciate per lo stesso motivo altre quattro persone.
L’imponente iniziativa per contrastare l’immigrazione clandestina è scattata ieri alle prime luci dell’alba sull’intero territorio della compagnia carabinieri, da Gubbio a Gualdo Tadino, da Nocera Umbra a Fossato di Vico. Programmata e predisposta dal tenente Pierangelo Iannicca, coordinata dal Comando Provinciale Carabinieri di Perugia, merita di essere sottolineata proprio per aver posto fine all’ attività illegittima di un laboratorio per la confezione di capi di abbigliamento allestito appunto in quel di Nocera all’interno di un capannone.
Il tutto era organizzato in maniera tale da mettere a disposizione delle maestranze, tutte cinesi, anche tre camere dove riposarsi dopo aver terminato il proprio turno lavorativo che andava avanti per 13-15 ore giornaliere. Un ritmo impressionante cui probabilmente nessuno poteva sottrarsi Tra loro anche delle coppie, visto che sono state trovate due culle ed altrettante carrozzine.
A dirigere il tutto era una cittadina cinese di 54 anni, Y.A., nei cui confronti è scattato l’arresto per aver favorito la permanenza sul territorio italiano di connazionali privi del permesso di soggiorno. La donna non era sconosciuta alle forze dell’ordine; infatti era già stata fermata nello scorso mese di settembre dalla polizia di Foligno e sottoposta all’obbligo della firma giornaliera; provvedimento che non le aveva impedito di riprendere subito la sua attività.
Il sequestro, effettuato insieme all’ispettorato del lavoro di Perugia, oltre al capannone ha riguardato dieci macchine da cucire, sette rammagliatrici e vari capi di maglieria varia, documenti ed appunti utili per ricostruire i rapporti intrattenuti non solo con le maestranze, ma anche con i probabili acquirenti. Sulla materia c’è stretto riserbo. Durante l’operazione sono stati individuati cinque operai che stavano al loro posto di lavoro. Tra questi la trentaduenne H.X. inizialmente denunciata per aver fornito false generaltà, ma successivamente arrestata perché risultata inottemperante all’ordine di lasciare il territorio nazionale.
Giampiero Bedini
