Fiera dei morti: evento
con 500 stand
In basso i 500 stand di piazzale Umbria Jazz schierati in un’area super attrezzata e impeccabile anche dal punto di vista della logistica. In alto, nella parte storica della città, le bancarelle degli artigiani, delle città gemelle, la migliore gastronomia e perfino l’antiquariato. Anche quest’anno la 'Fiera dei morti', la festa laica dei perugini torna a movimentare la città da domenica 1 a giovedì 5 novembre
Perugia, 22 ottobre 2009 - Lo slogan parla chiaro: "dal passato al futuro: andata e ritorno". A far da filo rosso in questo viaggio nel tempo, le carrozze del minimetrò, al secondo anno di Fiera. Organizzata dal Comune di Perugia, la manifestazione propone come sempre artigianato, abbigliamento, enogastronomia e prodotti tipici, accompagnati da momenti di intrattenimento e dai tradizionali Baracconi. Una festa che si ripete da circa 700 anni (quando aprì i battenti erano i tempi dei Priori e la fiera era quella di 'Ognissanti', punto di incontro tra città e campagna, e rito di passaggio dall’autunno all’invento) che coinvolge tutti gli umbri e attrae turisti e visitatori.
Da corso Vannucci a via Mazzini, da via Baglioni a via Oberdan, gli stand, raddoppiati rispetto all’anno passato, saranno dislocati per gran parte del centro storico con prodotti di antiquariato e artigianato, alimentari, stoviglie, tovagliati e prodotti tipici di varie città, italiane ed europee. Pasquale Tirelli, presidente del consorzio Cosap 99, insieme al vice sindaco di Perugia, Nilo Arcudi, all’assessore allo sviluppo economico, Giuseppe Lomurno ha spiegato tutte le novità di questa edizione.
Protagoniste, le tipicità prevalentemente culinarie di Sicilia, Sardegna, Marche e Trentino in piazza Matteotti. Le ceramiche di Deruta, il tartufo e le eccellenze della pasticceria perugina, poi, saranno alcuni dei prodotti tipici che rappresenteranno l’Umbria sui banchi della fiera. In alcune zone del centro, come piazza Ansidei, piazza Danti e via dei Priori saranno allestiti degli angoli adibiti alle degustazioni di prodotti enogastronomici tipici. "La fiera dei morti - ha commentato Arcudi - rappresenta un evento importante della tradizione e dell’identità perugina. Insieme a Umbria Jazz e Eurochocolate è anche uno degli eventi che richiede maggiore sforzo organizzativo e logistico, che il Comune cerca di gestire nel miglior modo possibile".
"Quest’anno - ha proseguito Tirelli - abbiamo voluto organizzare una fiera più qualificata e siamo andati, per questo, alla ricerca di cose particolari: dall’antiquariato all’artigianato anche straniero, alle eccellenze gastronomiche non solo umbre. La dislocazione degli stand in diverse zone dell’acropoli vuole essere un modo per riqualificare e rivitalizzare il centro anche grazie alla collaborazione e alla sinergia con i commercianti".
La Fiera in centro insomma piace. Lo ha ammesso anche il neo assessore al commercio Lomurno, che da universitario, negli anni ’70 fece shopping spendendo tutto lo 'stipendio', proprio tra le bancarelle dislocate in via Ripa di Meana. Ricordi a parte, "questa manifestazione - ha aggiunto Lomurno - ha una grande valenza culturale e storica per la città, e si rivela un’importante leva per lo sviluppo economico e turistico".
Silvia Angelici
