Una volta erano il 'salvagente' delle imprese per sfoltire i magazzini e ridare ossigeno alle vendite. Ora, di anticipo in anticipo, sono diventati l’incubo di molti commercianti. Dalle boutique modaiole del centro, ai negozi più abbordabili della periferia, sono tanti gli imprenditori che criticano le scelte della Regione e che preferiscono voltare pagina sull’andamento dei saldi estivi 2009
Perugia, 7 luglio 2009 - Una volta erano il 'salvagente' delle imprese per sfoltire i magazzini e ridare ossigeno alle vendite. Ora, di anticipo in anticipo, sono diventati l’incubo di molti commercianti. Dalle boutique modaiole del centro, ai negozi più abbordabili della periferia, sono tanti gli imprenditori che criticano le scelte della Regione e che preferiscono voltare pagina sull’andamento dei saldi estivi 2009.
Gianfranco Urbani, presidente Fismo Confesercenti e titolare di un negozio alla moda a Gubbio, è molto polemico: "Nel 2008 - dice - la data dei saldi era stata fissata al 12 luglio ed è stata spostata al 5, nel 2009 era stata fissata al 7 ed è stata ulteriormente anticipata al 4. Considero inopportuna la decisione della Regione. Questo gioco al ribasso della data va contro gli interessi del commercio e della categoria. Siamo arrivati alla situazione paradossale che i saldi cominciano ormai quando la bella stagione non è ancora iniziata, impoverendo sempre di più le aziende che si trovano a vendere da subito sottocosto. Bisognerebbe fare l’esatto contrario".
La pensa così anche Cristiana Casaioli della Confcommercio: "Vanno riviste date e modalità delle vendite di fine stagione. Di questo passo il commercio non si rialza". La Casaioli approfitta anche per lanciare un messaggio e ribattere ai soliti consigli per gli acquisti o vademecum ai saldi, stilati dalle associazioni dei consumatori, alla vigilia delle vendite di fine stagione. "In alcuni suoi punti - osserva Casaioli - il vademecum offende sia i consumatori che i commercianti. Il decalogo, insomma, mette in dubbio il buon senso di chi fa acquisti e in molti casi dà del disonesto all’imprenditore. Le associazioni, quando suggeriscono ai consumatori di stare in guardia, forse ignorano che si tratta di piccole imprese a conduzione familiare che lavorano in maniera onesta e che cercano di uscire dalla crisi con dignità e impegno".
Tornando all’andamento dei saldi, operatori e commessi parlano di inizio al rallenty. "Poca gente in giro, pochi acquisti", notano in coro dai negozi Sisley, alle grandi firme di Corso Vannucci e via Baglioni. Come mai questo flop? Per molti la colpa è della crisi, ma c’è di mezzo anche questo debutto così in avanti, troppo a ridosso della stagione estiva.
Anche Valentina Manucci, 0-12 Benetton, ammette che non è stata una partenza trionfale. La curiosità? "Molte mamme già si orientano sull’autunnale, cercando tra gli sconti qualche capo che possa andar bene per la prossima stagione". Alcuni commercianti se la prendono anche con i capricci climatici e con il palco dello Spi-Cgil, che sabato, in coincidenza con il taglio del nastro dei ribassi, ha paralizzato il centro storico. Ma c’è anche chi sorride. Come Francesca Cipriani (negozio di borse Coccinelle in via Fani), che spiega: "Il week-end è andato piuttosto bene. Il nostro è comunque un prodotto classico con ottimo rapporto qualità-prezzo che si vende bene tutto l’anno".
Silvia Angelici
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