Arrestati due anarchici per associazione sovversiva di matrice anarco - insurrezionalista: ganci di ferro sui cavi della linea Orte - Ancona. Sette indagati sono residenti nel perugino, altri sono di Terni. Nel carcere di Spoleto i due arrestati saranno interrogati davanti al giudice
Perugia, 4 luglio 2009 - «...M’hanno fermato su...m’hanno fermato su un’auto rubata poco dopo...mo un mese fà sarà un mese e mezzo e niente m’hanno fatto, stranamente non m’hanno portato via, m’hanno fatto la denuncia a piede libero». Sergio Maria Stefani parla al telefono con uno degli indagati per associazione sovversiva d’ispirazione anarco-insurrezionalista.
Sono 34 in tutta Italia perquisiti alle prime luci dell’alba dai carabinieri del Ros; dieci sono umbri (sette di Perugia e tre di Terni). Stefani è scomparso dalla circolazione, da Perugia, dopo il controllo della pattuglia dell’Arma di Orte del 27-28 marzo 2008, che di fatto ha sventato il sabotaggio alla linea ferroviaria Orte-Ancona e probabilmente anche ad una tratta dell’alta velocità, uno degli obiettivi strategici degli anarchici. E’ andato a Roma, ha cambiato il cellulare, ha messo su un campo di addestramento per cani.
A Perugia viveva in via Bontempi e risultava studente. Non si è fatto più sentire dai compagni. ‘Non coinvolgerli’ è una delle regole da rispettare. Le loro regole di ‘clandestinità’. Ad un altro membro del gruppo racconta: «...‘sti giorni ci ho pensato un botto, pure prima che arrivassero i messaggini ero pure... mi sentivo pure un po’ in colpa che non ti stavo spiegando perché ero sparito». E l’altro: «Io non ho più ricevuto notizie, non ho più ricevuto messaggi, ho provato a chiama’ ma il numero era staccato». Sergio: «Poi ti spiegherò, ti spiegherò e quindi niente immaginavo che tu più che giustamente ci fossi anche rimasto un po’ deluso». Il compagno: «Un pò sì ma dopo ne parliamo bene a voce». Sergio: «Sì, così scatola chiusa me sembra più che legittimo, poi ti spiego che ci sono stati dei fattori che riconoscerai più che validi come giustificazione».
Il motivo valido è il controllo della notte del 27 marzo 2008 quando a Caldare i carabinieri fermano una Lancia Y10 bianca, rubata a Elce, con due persone a bordo che procede lentamente lungo la Provinciale 151, in direzione Viterbo, nel tratto in cui la carreggiata scorre parallela alla linea ferroviaria Orte-Ancona.
I due tentano di scappare ma poco dopo sono costretti alla resa. Stefani — all’epoca residente nel centro storico di Perugia — è vestito in ‘abbigliamento tattico’, completamente di nero (un’altra istruzione del manuale) e dopo aver cercato di una giustificazione si addossa la responsabilità del furto. Accanto a lui è seduto Settepani.
Ma è il materiale in possesso dei due, che solo in un secondo momento i carabinieri del Ros riusciranno a collegare ad un’azione di sabotaggio.
In auto ci sono quattro ganci, sporchi di grasso, fabbricati (da Settepani che svolge lavoro di fabbro a Capanne) in maniera artigianale con la torsione di un tondino in ferro del diametro di circa 15 mm formante un doppio uncino della lunghezza di circa cm 152, solo parzialmente avvolti in fogli di carta di giornale, un filo di nylon (tipo pesca) arrotolato, due cacciaviti, un coltello, un rotolo di nastro adesivo, due canne da pesca, la prima con mulinello e filo di nylon, la seconda sprovvista di mulinello e filo; due paia di scarpe di tipo sportivo, un opuscolo ufficiale di Trenitalia, recante le tabelle orarie dei treni attualmente in vigore e un giubbotto con all’interno due numeri di telefono e due schede telefoniche. Il kit del perfetto sabotatore scopriranno poi gli investigatori dell’Anticrimine.
I ganci da attaccare alla rete elettrica e distruggere la tratta Orte-Ancona, niente cellulari ma numeri (di due compagni indagati) e schede per contattarli e farsi recuprare ad azione compiuta, le scarpe per sostituirle con quelle che potrebbero lasciare delle impronte e, nel cassettino dell’auto, il numero di un avvocato di Firenze.
Oggi Stefani e Settepani, trasferiti nel carcere di Spoleto, saranno sentiti dal giudice Nicla Restivo nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. Dovranno spiegare i loro contatti, le rivendicazioni, gli opuscoli che denotano le affinità con l’ideologica anarchica e, soprattutto dovranno giustificare quel fallito attentato che — secondo i magistrati — avrebbe potuto mettere in pericolo l’incolumità delle persone e la sicurezza dei trasporti.
Erika Pontini
Dal 26 giugno al 12 luglio, Spoleto torna ad ospitare il tradizionale appuntamento con il Festival dei Due Mondi. Giunto alla sua 52esima edizione, anche quest'anno ci sarà il consueto mix di musica, arte, cultura e spettacolo all'insegna dell'originalità e della sperimentazione.