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OMICIDIO MEREDITH / IN AULA

Gli amici: "Timido e disponibile"
Raffaele presente e emozionato

Un ragazzo leale con gli amici e un romanticone con le ragazze, ma autonomo nelle sue decisioni. Fumava hashish in compagnia ma non in maniera abituale. In aula anche il padre: "E' un ragazzo diverso da quello dipinto dai media". La sorella dei Amanda: "E' innocente e tornerà presto a casa"

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Raffaele Sollecito (Ansa) Perugia, 4 luglio 2009 - Tranquillo, pacato e disponibile. Leale con gli amici e un romanticone con le ragazze, timido ma sicuro di se e autonomo nelle sue decisioni. Fumava hashish con gli amici ma non in maniera abituale, portava in tasca un cortellino ma raramente lo mostrava agli amici.


È questo il Raffaele Sollecito descritto stamani in coro unanime da quattro suoi amici di infanzia di Giovinazzo e da uno conosciuto durante il soggiorno di studio in un collegio di Perugia. Tutti sono stati sentiti questa mattina davanti alla Corte d’assise di Perugia che sta processando Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio della studentessa inglese, Meredith Kercher.


Sollecito, che stamani era presente in aula come anche la Knox, rivedendo i suoi amici dall’infanzia è apparso "visibilmente emozionato" e non ha potuto fare a meno di rivolgere loro qualche sorriso quando in aula si ricordavano le serate trascorse insieme al paese, in piazzetta.


Il primo a parlare è stato Mario De Martino, 25 anni, compagno di scuola di Sollecito fin dalle elementari. "Raffaele è un romanticone, è timido e crede nelle storie d’amore" ha detto il giovane. Alla domanda del difensore di Sollecito se Raffaele amava i coltelli, l’amico ha risposto che "ne portava con se uno, di quelli piccoli che si legano alla cinta e si mettono in tasca".


"Era soprattutto ornamentale - ha detto -. L’unica volta che glie l’ho visto usare è stato per tagliare una mela. Secondo me si dimenticava anche di averlo in tasca".


Parlando dell’uso di droga da parte dello studente di Giovinazzo De Martino ha riferito che l’amico "non era un consumatore abituale di hashish" e "non faceva uso di altre droghe". "A volte capitava di fumare uno spinello quando uscivamo in gruppo - ha detto - ma in maniera sporadica. Ricordo che a lui faceva un effetto quasi sedante, lo faceva addormentare".


Stessa versione quella fornita dagli altri tre amici di infanzia di Raffaele, Saverio Binetti, Corrado De Candia e Gabrile Traverso, tutti coetanei. "Un amico da sempre" ha detto in aula Saverio che ha ribadito come Sollecito tenesse con se il coltello "come un oggetto ornamentale da abbinare ai vestiti". "Non lo faceva toccare a noi amici perché aveva paura che ci facessimo male - ha detto Binetti -. A volte è capitato di fumare hashish ma scherzavamo con lui perchè lo faceva addormentare".


A riferire in aula le confidenze di Raffaele sul suo primo rapporto sessuale è stato, invece, Corrado de Candia. "Raffaele mi disse che si trattava di una ragazza di Brindisi che abitava a Perugia - ha detto -. Sarà stato il 2004 o il 2005". "Era il 2007" ha suggerito sorridendo Raffaele al suo avvocato. A ricordare l’episodio in cui lui, Sollecito e un altro amico vennero fermati dai carabinieri e trovati in possesso di due grammi di hashish è stato, invece, Gabriele Traverso. "In realtà l’hashish era mia, ma quando sono arrivati i carabinieri sia Raffaele sia l’altro amico non si sono tirati indietro e si sono presi anche loro la responsabilita"’.


A ricordare il periodo di studi trascorso con Raffaele in collegio a Perugia è stato, invece, Angelo Cirillo, colui che scattò la fotografia, poi apparsa su tutti i giornali dopo l’arresto, che ritraeva Raffaele avvolto da carta igenica a mò di mummia e con una mannaia in mano.


"Si trattava di uno scherzo - ha detto il ragazzo -. Eravamo un gruppo di amici e abbiamo iniziato a ricoprire Raffaele di carta igenica. Poi prese in mano la mannaia, che era di plastica, e facemmo le foto". Cirillo ha parlato di Raffaele come di un ragazzo "molto gentile" e di "sani principi".


"All’inizio, quando ero ancora una matricola - ha raccontato - per me era un punto di riferimento. Non alzava mai la voce e riusciva a dire quello che gli altri dicevano urlando, con pacatezza e tranquillita"’. "Oggi è emerso chi è Raffaele Sollecito" ha detto al termine dell’udienza uno dei suoi legali, l’avvocato Donatella Donati che ha definito l’ipotesi che il ragazzo possa avere ucciso una persona "assolutamente peregrina".


"Raffaele è un ragazzo sereno, che aveva delle abitudini normalissime e che credeva nell’amicizia - ha proseguito un altro legale del giovane, Daniela Rocchi -. Oggi è emersa una persona pacata, sicuramente diversa da come era stata dipinta e descritta. Un ragazzo studioso e autonomo e che sa prendere le sue decisioni".


"Dubbi" sulle testimonianze ascoltate in aula sono stati espressi dall’avvocato di parte civile della famiglia Kercher, Francesco Maresca. "Questi amici che dovevano avere un rapporto così forte con Raffaele - ha detto -, alla fine non hanno riferito sul consumo di stupefacenti diversi dall’hashish, come la cocaina, che erano state specificate direttamente da Sollecito. Mi domando dove si fermasse l’amicizia nel dichiarare reciprocamente le proprie esperienze. Altri amici non si ricordavano addirittura il fatto che Raffaele avesse sempre in tasca un coltello che ormai è un dato pacifico confermato da altri amici".

 

 

IL PADRE DI SOLLECITO: "RAFFAELE NON E' COME LO DESCRIVE LA STAMPA"


"Raffaele è stato descritto dagli amici per quello che è: un gran bravo ragazzo, generoso, estremamente disponibile, tranquillo, affettuoso e responsabile". Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il medico Francesco Sollecito, che questa mattina ha assistito in aula alle testimonianze degli amici del figlio.


"Ci tenevo che venissero a testimoniare
- ha proseguito Francesco Sollecito - proprio perchè volevo che emergesse la figura di Raffaele, che è completamente diversa da quella che era stata dipinta, soprattutto dai media".


Commentando la commozione del figlio nel rivedere i suoi amici, il medico di Giovinazzo ha detto: "Dopo due anni in galera il minimo che potesse fare era mostrare emozione. È normale. Spero adesso di poter ottenere dal Presidente delle autorizzazioni a colloqui straordinari proprio per permettere a mio figlio di rivedere e riabbracciare i suoi amici".

 

 

DEANNA KNOX: "MIA SORELLA AMANDA E' INNOCENTE"


"Certamente, Amanda è innocente, e quando il processo sarà finito tornerà a casa". Ne è convinta la sorella minore di Amanda Knox, Deanna, che anche oggi ha assistito in aula all’udienza del processo che vede imputati la sorella e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.


Deanna, 20 anni, studentessa di biologia alla Western Washington University, si trova in questi giorni a Perugia insieme alla madre, Edda Mellas e alla sorellastra di Amanda, la tredicenne Ashley. È già stata a trovare Amanda in carcere. Deanna, parlando con i giornalisti ha spiegato che era da dicembre che non vedeva la sorella e che durante il colloquio hanno parlato della loro vita di tutti i giorni. "Siamo state molto felici di vederci - ha detto la giovane che si fermerà ancora in Italia per qualche settimana-. Ho trovato bene Amanda. Lei è innocente e tornerà presto a casa".










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