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UNA LAS VEGAS SOTTO CASA

Febbre da Texas Hold'em
Il 'poker americano' fa impazzire

Non importa che tu sia imprenditore o studente, ciò che conta è che tu giochi. La febbre del Texas Hold’em si sta diffondendo in lungo e in largo. Nemmeno l’Umbria è immune al contagio

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Giocatori di poker Perugia, 1 luglio 2009 - Non importa che tu sia imprenditore o studente, ciò che conta è che tu giochi. La febbre del Texas Hold’em si sta diffondendo in lungo e in largo. Nemmeno l’Umbria è immune al contagio e, nella sola provincia di Perugia, si contano almeno cinque associazioni nate proprio per fornire agli appassionati di questa disciplina un’offerta ludica in stile Las Vegas.

 

Nando Mericoni, l’'americano a Roma' di Alberto Sordi andrebbe pazzo per questa varietà particolare del poker classico, che con l’originale ha davvero poco in comune: regole e termini da usare al tavolo verde sono rigidi e precisi, lo 'slang' è internazionale e identico ad ogni latitudine del globo. Quello che attrae i tanti giocatori, circa seimila in Umbria con un trend in costante crescita, è la possibilità di realizzare discrete vincite a prezzi contenuti e, soprattutto, fissi: per partecipare a un torneo si paga una quota d’iscrizione variabile da evento a evento ma uguale per tutti i partecipanti.

 

Così facendo si realizza un doppio obiettivo: a prescindere dalla propria condizione sociale, ogni iscritto ha la stessa quantità di fiches a disposizione e, una volta esaurite, non ha più possibilità di rientrare in gioco; si elimina, quindi, la discriminante della possibilità di perdite illimitate, punto focale che segna il confine con l’azzardo. Il volume d’affari generato dal Texas Hold’em è imponente: secondo uno studio di settore si calcola che, posto sotto l’egida dell’ Aams, il poker alla texana potrebbe procurare allo Stato, da solo, gli stessi introiti di tutte le altre lotterie messe insieme.

 

Per questo, nel corso delle discussioni del decreto-Abruzzo, il Governo ha messo in cantiere una normativa che consenta all’erario di 'mettere le mani' in questo business. "E’ comprensibile che lo Stato voglia guadagnare qualcosa con il boom del Texas Hold’em - spiega Paolo Schepis, avvocato civilista e presidente dell’Apit, una delle associazioni che organizzano eventi pokeristici sul territorio umbro - ma questi provvedimenti vanno presi con criterio. Si vorrebbe introdurre una limitazione di trenta euro come costo massimo per le iscrizioni a tornei ‘live’, mentre su internet il tetto è fissato a cento euro. Come a dire: via computer puoi iscriverti a quanti tavoli vuoi contemporaneamente, dal vivo invece ti devi limitare a trenta euro".

 

La sfida continua con la psiche e con la sorte è quello che maggiormente intriga i giocatori: "Le carte contano fino ad un certo punto - sottolinea Marco Biagiotti, di professione commerciante - perché al tavolo ci sono tantissime variabili da considerare. La mia passione per la matematica spesso si rivela decisiva". "A me piace prendere il controllo sulla psiche dell’avversario - osserva Michele Mescolini, barman di Marsciano - e fargli credere quello che voglio. Sono uno che parla molto, confonde le acque, bluffa anche con le parole. Non gioco molto spesso, ma lascio sempre il segno". Ce n’è, insomma, per tutti i gusti.

Luca Vagnetti

  • 01/07/2009 15:43
    cesare antonini
    complimenti all'articolista..ok l'immagine dell'hold'em ne esce pulita e con un'ottima vesta...ma non le pare di essere leggerissimamente in ritardo????
  • Sono presenti 1 commenti
 

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