{{IMG_SX}}Perugia, 27 giugno 2009 - Giorno di udienza: oggi davanti alla corte d'assise di Perugia, nell'ambito del processo per l'omicidio di Meredith Kerher. Ad aprire le deposizioni è stata la testimonianza della direttrice della scuola materna di Milano dove il 27 ottobre 2007 venne sorpreso Rudy Hermann Guede. La donna ha riferito in aula di essersi recata al mattino, intorno alle 9.15, all'asilo dove aveva un appuntamento con un fabbro che avrebbe dovuto svolgere dei lavori in giardino. "Quando entrai vidi che dal mio ufficio stava uscendo un ragazzo che poi si rivelò essere Guede (il giovane ivoriano condannato a 30 anni di carcere per l'omicidio di Meredith Kercher, ndr)- ha spiegato la direttrice della scuola. - Mi sembrò molto tranquillo e sereno. Mi disse che era di Perugia, che era arrivato a Milano in treno la sera precedente e che, alla stazione, un ragazzo gli aveva detto per 50 euro che avrebbe potuto dormire lì".

 

La donna ha ricordato di aver trovato l'armadio e la cassetta dei soldi aperta. Da questa ultima, in particolare, mancavano pochi spiccioli. La direttrice ha infine spiegato di aver chiamato la polizia che, una volta sul posto, fece aprire a Guede il suo zaino. "Ricordo che all'interno c'era uno dei nostri coltelli da cucina che solitamente la cuoca usava per tagliare la carne - ha riferito. - Aveva poi con se un mazzo di chiavi, un orologio da donna, un martelletto". La donna ha ricordato che Guede aveva con sè anche un computer, poi rivelatosi essere di provenienza furtiva e asportato la notte tra il 13 e 14 ottobre in uno studio legale di Perugia. In seguito a questo episodio Guede venne denunciato per furto, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.