Dall’amore della vita, si è trasformato nel suo incubo. Quattro mesi di aggressioni fisiche e verbali. Uno stillicidio continuo di telefonate e messaggini. La seguiva, la pedinava e l’aspettava fuori dal lavoro. Ora la minacciava, ora la implorava di tornare a stare insieme. Fin quando l’ha aggredita fisicamente e lei, dopo avercele prese e per evitare il peggio, è stata costretta a rifugiarsi dentro un supermercato
Perugia, 19 giugno 2009 - Dall’amore della vita, si è trasformato nel suo incubo. Quattro mesi di aggressioni fisiche e verbali. Uno stillicidio continuo di telefonate e messaggini. La seguiva, la pedinava e l’aspettava fuori dal lavoro. Ora la minacciava, ora la implorava di tornare a stare insieme. Fin quando l’ha aggredita fisicamente e lei, dopo avercele prese e per evitare il peggio, è stata costretta a rifugiarsi dentro un supermercato.
Ora lui è a giudizio: ha 51 anni ed è campano. Lei è originaria del Sud America, ha 45 anni, vive e lavora a Perugia da tempo (è assistita dall’avvocato Marco Brusco). E proprio in Umbria i due si sono conosciuti. Una storia d’amore durata tre anni mezzo. I fatti avvengono prima che lo stalking diventi reato: lui è accusato di lesioni personali e violenza privata aggravata.
Una relazione normale, fatta di alti e bassi. All’inizio tanta passione e la gioia di stare insieme. Poi, pian piano, i caratteri che si scoprono: lui irascibile, geloso e manesco ("spesso ha usato le mani", racconterà la donna in aula). Lei, con il passare del tempo, inizia a non sopportare più i comportamenti del suo compagno e lo lascia. E’ estate: nel periodo delle ferie la donna torna nel suo paese d’origine. Un po’ per dimenticarlo e un po’ per allontanarsene. Ma non può farlo. Lui la tormenta. Le telefona a tutte le ore, giorno e notte. Le manda messaggi e le chiede di tornare insieme. In un giorno qualunque lui riesce a mandarle anche 25 sms. Alcuni carichi di ingiurie (accusandola anche di essersi allontanata dall’Italia con un altro uomo), altri teneri e sottomessi.
Lei smette di rispondere al telefono, anche se le chiamate non partono dal numero del suo ex. Finisce l’estate e la donna torna a Perugia. Il tormento continua e si fa ogni giorno più pesante, insostenibile. Oggi lui le racconta di amarla alla follia e le dice di essere disposto a comprarle una casa, un’auto, un’attività in proprio pur di tornare insieme. Il giorno dopo la minaccia, la apostrofa con parole assai pesanti. Uno stillicidio. Finché non inizia a pedinarla, a presentarsi sul suo luogo di lavoro. Cerca di avvicinarla, nella solita alternanza tra parole dolci e ingiurie. Al parcheggio, soprattutto: le si presenta con i fiori o mostrandole i pugni.
Fino all'ultimo episodio, quello che ha fatto decidere alla donna che era ora di smetterla e di andare dalla polizia. Lui la va ad aspettare dove lavora, nel parcheggio. Lei sale in macchina, il suo ex si avvicina: la donna apre un po’ il finestrino ma lui l’attacca bruscamente. Cerca di sfuggire al suo aguzzino, ma lui la insegue, fin quando non le si piazza davanti con l’auto. Le apre la portiera e la fa scendere, con la forza. Inizia a prenderla a schiaffi, la strattona, la prende per i capelli e le dà pugni. Lei, per fortuna, riesce a divincolarsi e scappa. Corre più forte che può, fin quando non entra in un supermercato dove trova riparo: la gente la vede, sconvolta e sanguinante, e l’aiuta.
Arriva la squadra Volante della questura e lei sporge denuncia. L’uomo campano ora è a giudizio: è accusato di lesioni personali e violenza privata aggravata. Quando la situazione è esplosa, come detto, lo stalking non era ancora reato. Lei si è costituita parte civile tramite l’avvocato Marco Brusco. Nell’ultima udienza, in una toccante e lunga testimonianza, la donna ha raccontato l’inferno che è stata costretta a vivere: ha ricostruito tutto, passo dopo passo, ingiuria dopo ingiuria, tra lacrime e dolori. Il processo è stato rinviato ad ottobre.
Annalisa Angelici
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