Roberto Spaccino, il trentanovenne di Marsciano condannato all'ergastolo per avere ucciso la moglie Barbara Cicioni, incinta all'ottavo mese, ribadisce la propria innocenza ma anche la richiesta di potere rivedere i suoi due figli
Perugia, 17 giugno 2009 - Roberto Spaccino, il trentanovenne di Marsciano condannato all'ergastolo per avere ucciso la moglie Barbara Cicioni, incinta all'ottavo mese, ribadisce la propria innocenza ma anche la richiesta di potere rivedere i suoi due figli.
Lo fa con una lettera inviata all'ANSA dal carcere di Terni dove è detenuto. Spaccino tra l'altro afferma di provare ''tanto dolore e rabbia'' pensando che l'assassino della moglie e della figlia ''è ancora libero''. L'ex camionista è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Perugia il 16 maggio scorso. Si è però sempre proclamato innocente e i suoi difensori hanno annunciato appello.
Il delitto avvenne nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2007, nella villetta di Compignano di Marsciano, dove abitava la coppia e pochi giorni dopo l'uomo fu arrestato. La Cicioni, 33 anni, venne uccisa nella sua camera da letto mentre nella stanza accanto dormivano i due figli di otto e quattro anni, ora affidati ad alcuni parenti.
Secondo l'accusa, Spaccino uccise la moglie al termine dell'ennesima lite, dopo alcune percosse e soffocandola con un cuscino. Oltre che per l'omicidio è stato condannato per maltrattamenti nei confronti della moglie e per avere provocato l'interruzione della sua gravidanza.
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