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LOTTA AGLI AFFITTI IN NERO

"Il palazzo è un'oasi ", la storia del condominio ripulito

E’ un paradiso in una delle zone più 'calde' della città. Un condominio (sette piani più gli attici) con 200 appartamenti. Ci vivono oltre 600 persone ed è tutto a norma di legge: nessuno straniero irregolare, nessun 'prestanome' che abbia subaffittato a clandestini, nessuno spacciatore, niente prostitute. Sì, succede a Perugia, in via della Pescara, dove il capo-condomino ha realizzato una sorta di 'oasi della legalità'

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Perugia, Il condominio di via della Pescara (Crocchioni) Perugia, 4 giugno 2009 - E’ un paradiso in una delle zone più 'calde' della città. Un condominio (sette piani più gli attici) con 200 appartamenti. Ci vivono oltre 600 persone ed è tutto a norma di legge: nessuno straniero irregolare, nessun 'prestanome' che abbia subaffittato a clandestini, nessuno spacciatore, niente prostitute. Sì, succede a Perugia, in via della Pescara, dove il capo-condomino ha realizzato una sorta di 'oasi della legalità'.

 

Tommaso Cesareo ci ha messo l’anima e più di un anno di tempo, ma alla fine è riuscito nel suo intento: cacciare dal palazzo che amministra (quello ai civici 38-42-46) tutte le sacche di criminalità, tutte le situazioni a rischio, insomma ripulire il 'suo' condominio dal piano terra all’attico.

 

"Non è stato facile, abbiamo incontrato tante resistenze - racconta Cesareo, che non nasconde la soddisfazione - ma alla fine ce l’abbiamo fatta e ora viviamo, perché anche io abito qui, in un palazzo sicuro, dove ci sono solo famiglie tranquille". Tutto è iniziato dalla volontà (ma soprattutto dal bisogno) di allontanare spacciatori e prostitute che avevano 'preso residenza' in quel palazzo: "Sì, non se ne poteva più - racconta ancora -: di solito un italiano affittava gli appartamenti e poi ci metteva dentro di tutto, ogni genere di persona". Quelle case diventavano luoghi dove spacciare, dove acquistare sesso. Insomma, il palazzo di via della Pescara era nel degrado più totale, senza che la gente perbene potesse fare nulla.

 

"Siamo partiti proprio da qui, dagli affitti - spiega Cesareo -: ho cercato di sensibilizzare i proprietari degli appartamenti affinché esercitassero un maggior controllo sulle persone con cui stipulavano i contratti. Chi chiedeva in affitto questo o quell’appartamento era chiamato a tornare più di una volta, a portare documenti su documenti. Bene: chi cercava strade facili demordeva subito, dopo aver annusato l’aria. Agli altri, per lo più famiglie, tutti i nostri controlli facevano piacere".

 

Non solo. Alla caparbietà del capo-condomino e alla buona volontà dei proprietari degli appartamenti è stata d’aiuto un’altra strategia: "In un anno nel palazzo abbiamo piazzato 64 telecamere: 7 ogni piano, 3 sulle due entrate e 2 nel porticato. Un sistema a circuito chiuso le cui registrazioni rimangono. Ancora. C’è una guardia all’ingresso del palazzo dalle 22 alle 4. Il portone resta chiuso di notte: può entrare solo chi abita qui o chi ha un giustificato e vero motivo per farlo e lo rappresenta al vigilante. Lei capisce - dice ancora Cesareo - con questo sistema né prostitute né spacciatori vivrebbero bene qui da noi".

 

Battaglia vinta, insomma. "Sì, con soddisfazione di tutti: di chi vive in questo palazzo che si sente al sicuro. E di chi è proprietario di appartamenti che, ora, affitta con più tranquillità, sapendo che chi viene a vivere qui si sottopone a una sorta di controllo, volontario, da parte della comunità. E’ una garanzia per tutti anche per i titolari degli immobili che, quando i contratti scadono, si ritrovano gli appartamenti in buone condizioni. E noi, finalmente, abbiamo la possibilità di fare dei lavori che durino, senza essere costretti a spendere soldi su soldi per riparare agli atti di vandalismo. Se tutti facessero così - conclude Cesareo -, questa diventerebbe una zona residenziale. Speriamo che il nostro messaggio passi". 

Annalisa Angelici

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