I 'Grifoni' soffrono le iniziative della squadra pugliese solo nella prima mezz'ora, poi c'è la riscossa. Il Perugia viene fuori in tutto il suo 'splendore' nel segno del giocatore più bizzoso e irritante, ma dotato di classe e numeri da campione
Perugia, 27 ottobre 2008 - Una vittoria, rotonda, anche ineccepibile, anche se qualche dubbio avvolge l’episodio del primo gol. Ma ciò che conta è che il Perugia sembra davvero incamminato su un’altra strada, convincente e vincente. Dopo il successo nel derby di Terni, fortemente voluto ma anche fortunoso, era indispensabile dare sostanza a questa mini-rincorsa avviata a Potenza un mese fa.
E ieri dopo una mezz’ora diciamo di studio (gioco stucchevole e senza sbocchi) il Perugia è venuto fuori. Nel segno del suo giocatore più bizzoso, irritante, talvolta da prendere a calci nel sedere, ma dotato di classe e di numeri da campione (almeno per la terza serie). Sì, quel Fabio Mazzeo che ha messo tre firme su una partita che il Taranto forse pensava di poter gestire senza grossi affanni.
E l’avvio sembrava dar ragione alla formazione di Dellisanti. Il Perugia traccheggiava troppo in mezzo al campo e quando sbagliava l’appoggio i pugliesi erano lesti a creare imbarazzi. Soprattutto dalle parti di Cudini che faticava a reggere Marolda e chiunque, con passo rapido, si avvicinava dalle sue parti. Gatti e Passiglia ci mettevano ardore e garretti, ma poca lucidità, anche perchè Mazzeo appariva in una delle sue giornate balorde e Cutolo non trovava il dribbling per allungare la squadra. Meno male che dall’altra parte Boldrini dava un buon contributo in spirito di sacrificio e con qualche buona ripartenza. Però quando Cudini faceva una cretinata sbagliando un facile appoggio, era Benassi che doveva esaltarsi sulla sventola di Cazzola. Poi, poco prima della mezz’ora tutto cambiava.
A quel punto va in scena il Mazzeo-show. Il pubblico comincia a spazientirsi col napoletano che sbaglia appoggi facili e s’incarta da solo. E allora? E’ il 23’ quando un Mazzeo rabbioso prende palla sulla trequarti, taglia in diagonale il campo e va al tiro col mancino. Palo pieno. Ma è un chiaro segnale. Così al 37’ la difesa tarantina respinge un traversone di Boldrini, sul pallone si catapulta Barbagli, ne viene fuori un lob che spiove in mezzo all’area di rigore.
Ercolano è in fuorigioco e si disinteressa del pallone, arriva Mazzeo e di destro appoggia in rete. Gli ospiti protesta vibratamente col guardalinee rimediando solo qualche 'giallo'. Ma non è finita la prima parte. Dopo un altro destraccio di Cazzola che finisce alto torna in scena il 'nostro'. Prende palla sul centrosinistra, salta un avversario in dribbling e dai venti metri lascia partire un destro a girare che s’infila sotto la traversa. Standing ovation. Meritata.
Ma di questi tempi un due a zero non garantisce la vittoria quando manca ancora un tempo. Lo sa bene Boldrini che al 5’ della ripresa recupera un pallone sulla sua metacampo e sgancia in verticale. Indovinate per chi? Mazzeo, ovvio. Lunga galoppata irridendo il terzino che cerca di acchiapparlo e una volta entrato in area, sull’uscita del portiere, un tocco di esterno destro a scavalcarlo a mezz’aria. Adesso sì che è fatta.
Per il resto diventa quasi accademia con il Taranto sulle gambe che solo con Marolda trova il modo di far guadagnare la giornata a Benassi. Il Perugia contiene senza affanni e cerca di far scattare il contropiede. Si nota soprattutto la voglia di far andare in gol Sergione Ercolano, ma il centravanti non è in grandissima giornata, nonostante il tanto sgomitare.
Prima non arriva su un cross basso di Pizzolla e infine, al 37’, non chiude di testa, come vorrebbe, un buon traversone di Campagnacci. La partita si chiude col sorriso sulle labbra. Poco più in là si accendono le pirotecniche luci dei 'baracconi'. Ma sì, Grifoni, andatevi a divertire. Stavolta l’avete meritato.
Stefano Dottori
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