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I NUOVI POVERI

La casa degli esclusi e di chi è solo
A Porta Pesa apre il 'Ristoro sociale'

E’ molto più che una mensa, è un servizio di assistenza completa e di conforto che ogni giorno garantirà 50 pasti a persone con problemi di disagio sociale e povertà estrema. Il punto di ristoro sociale sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 14.15

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Perugia, inaugurazione ristoro sociale (foto Crocchioni) Perugia, 8 ottobre 2008 - Sullo sfondo una pala d’altare dorata e sfolgorante, davanti una tavolata che ispira serenità e accoglienza. E’ qui, nei locali ristrutturati dell’Ente ecclesiastico della Confraternita dei SS. Simone e Giuda Taddeo, in via Imbriani, nel cuore di Porta Pesa, che si è inaugurato ieri il nuovo 'punto di ristoro sociale' della città.

 

E’ molto più che una mensa, è un servizio di assistenza completa e di conforto che ogni giorno garantirà 50 pasti a persone con problemi di disagio sociale e povertà estrema. Si tratta di cittadini segnalati dai Centri di ascolto Caritas, dagli Uffici di Cittadinanza – Servizi Sociali del Comune e dai Servizi socio - sanitari dell’Asl, con l’esclusione di chiunque sia alle prese con problematiche legate alla tossicodipendenza.

 

C’era particolare fermento ieri per il taglio del nastro della nuova struttura che sorge a pochi passi dalla chiesa della Madonna del Carmine e che rappresenta un nuovo modello di intervento nel campo delicatissimo e terribilmente attuale dell’emarginazione e della povertà. Lo hanno sottolineato a chiare lettere l’assessore comunale alle politiche sociali, Tiziana Capaldini, e l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Chiaretti, che hanno presieduto la breve cerimonia di inaugurazione insieme al direttore della Caritas diocesana Lucio Gatti, alla responsabile del Centro di Ascolto diocesano Caritas, Stella Cerasa e ai dirigenti comunali Ivo Mariani e Carla Trampini.

 

Il punto di ristoro sociale, attivo dal 29 settembre, sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 14.15. Il servizio sarà garantito dagli operatori e dai volontari della Caritas mentre i pranzi arriveranno direttamente dal Centro di preparazione di San Sisto. Di certo, però, non si tratta soltanto di offrire pasti (la cui richiesta è in continua crescita) ma di contrastare il fenomeno dell’esclusione sociale, agevolando le relazioni e i rapporti umani. "Uno spazio che offrirà momenti di gioia e di felicità alle persone sole" ha sottolineato monsignor Chiaretti, nel benedire la struttura, mentre Don Lucio Gatti e Stella Cerasa hanno parlato di un luogo "dove instaurare relazioni e dove ascoltare storie di vita".

 

Il punto di ristoro è frutto della collaborazione tra Comune e Caritas, con un protocollo d’intesa triennale, "che sarà sicuramente rinnovato" ha spiegato l’assessore Capaldini. Che ha fatto poi il punto sugli altri servizi già attivati dal Comune come l’assistenza domiciliare agli anziani, la consegna a domicilio dei pasti, la casa di quartiere di Sant’Anna. Su questo modello partiranno due progetti sperimentali, a Ponte Valleceppi, nel centro anziani, e a San Marco, a Villa Van Marle, riservati alle persone anziane, con la possibilità di estendere il servizio a altri soggetti. Sono frutto di un’intesa tra il Comune (che stanzia 5 mila euro per ciascuno) e del Cesvol, con un finanziamento di 24 mila euro.

Sofia Coletti










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