I vigili urbani avrebbero chiesto più volte di verificare medicinali e ricette a degli assistiti una volta usciti dalla farmacia. Uno dei fermati ha raccontato al direttore del Sodalizio San Martino che un agente gli avrebbe intimato di impiegare al massimo cinque minuti per recarsi in farmacia, tempo al termine del quale sarebbe dovuto tornare indietro a mostrare i suoi ‘acquisti’
Perugia, 5 agosto 2008 - Vigili urbani che si improvvisano medici e chiedono di controllare le prescrizioni sanitarie. Effetto Ztl? Non è ancora chiaro, ma a questo stanno assistendo i farmacisti del Sodalizio San Martino in piazza Matteotti.
Stando alle testimonianze raccolte dal direttore Luciano Fratini, il fatto non sarebbe nuovo: il primo caso di ‘controllo’ risalirebbe, infatti, a venerdì 25 luglio, data in cui, verso le 20, i vigili urbani hanno chiesto di verificare medicinali e ricetta di un assistito una volta uscito dalla farmacia. Il caso non nasce isolato: a pochi minuti di distanza, altre due persone hanno dovuto mostrare agli agenti il contenuto della loro spesa medica e la prescrizione annessa.
E il sabato seguente, nel pomeriggio, la scena si è ripetuta ancora. Uno dei fermati ha inoltre raccontato al direttore del Sodalizio che un agente gli ha intimato di impiegare al massimo cinque minuti per recarsi in farmacia, tempo al termine del quale sarebbe dovuto tornare indietro a mostrare i suoi ‘acquisti’.
La giustificazione di tale controllo è da ricercarsi proprio nella Ztl: i vigili, decidendo caso per caso l’urgenza o meno delle motivazioni dei cittadini, concedono un determinato lasso di tempo alle persone per ovviare ai loro problemi sanitari. Ma, come fa notare Fratini, l’esercizio ha già stipulato una convenzione con il Comune che autorizza la registrazione delle targhe di quelle auto che, sprovviste di permesso, si recano al Sodalizio per casi la cui entità può essere decisa, in base alla ricetta, soltanto da medici, pazienti e tuttalpiù dai farmacisti.
E a tutela dei dati personali in materia sanitaria si pronuncia anche la legge, con la ormai famosa 675/96 sulla privacy, dove si legge che per il settore sanitario vengono codificate misure per il rispetto dei diritti del paziente: distanze di cortesia, modalità per appelli in sale di attesa, certezze e cautele nelle informazioni telefoniche e sui ricoverati, estensione delle esigenze di riservatezza anche agli operatori sanitari non tenuti al segreto professionali. E ancora più avanti si parla delle prescrizioni mediche, con l’introduzione (a partire da gennaio 2005) delle cosiddette ‘ricette impersonali‘, che impediscono l’immediata identificazione degli intestatari attraverso un tagliando predisposto su carta copiativa che, oscurando il nome e l’indirizzo dell’assistito, consente comunque la visione dei dati necessari da parte del farmacista.
L'autorizzazione al trattamento dei dati personali, dunque, non solo è tutelata dalla legge, ma è anche inviolabile. "E’ impossibile pensare - tuona Fratini - che un vigile urbano, pur facendo parte delle forze dell’ordine, sia autorizzato a controllare dati che, in alcuni casi, posso essere interdetti perfino ai farmacisti stessi". I vigili intanto rispondono di non essere a conoscenza dei controlli avvenuti all’uscita del Sodalizio: "Se è stato qualcuno di noi - hanno detto al Comando - l’unica spiegazione è che il caldo di questi giorni gli abbia dato alla testa".
Marta Manzo
Il Corciano Festival, che si svolge dal 9 al 24 agosto, rievoca i momenti di vita quotidiana rinascimentale in uno scenario in cui i cittadini non sono solo comparse ma veri e propri protagonisti di una rappresentazione storica. La manifestazione offre esposizioni di pittura e scultura, spettacoli teatrali, concerti e convegni sull'arte. Nelle taverne è possibile gustare cibi lavorati secondo antiche ricette e assaggiare vini prodotti per l'occasione.