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LEGATO E DERUBATO

Tre rapinatori nella villa di Votini
'Colpo' notturno a San Terenziano

Votini, il titolare della 'Mobili Paolo' molto conosciuta in Umbria anche per essere stata, nella stagione sportiva 2004/2005, sponsor del Perugia Calcio che allora militava in serie B, è stato derubato in casa sua da tre uomini, due dei quali armati e a volto coperto

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perugia, rapina in villa Gualdo Cattaneo, 4 agosto 2008 - "A quei tre ho chiesto soltanto di non farmi del male. Poi, una volta in casa, di fronte alle loro pressanti richieste ho spiegato di non possedere alcuna cassaforte: così si sono dovuti accontentare delle banconote che avevo in un cassetto... ": dal racconto snocciolato con voce ferma ai carabinieri folignati si intuisce l’invidiabile calma che l’imprenditore Giacomo Votini, 65 anni, titolare della 'Mobili Paolo' (avviata azienda di arredamenti, molto conosciuta in Umbria anche per essere stata, nella stagione sportiva 2004/2005, sponsor del Perugia Calcio che allora militava in serie B), ha saputo mantenere al cospetto di tre rapinatori armati che hanno messo in atto l’ennesimo 'colpo in villa'.

 

Votini, alle 1.30 della notte tra sabato e domenica, aveva fatto ritorno a casa, una villa di via dell’Artigianato posta a ridosso della zona industriale di San Terenziano, non lontano dalla sede della sua azienda, abitazione nella quale egli risiede da solo. Lo avevano accompagnato in auto gli amici con i quali aveva cenato, e lui, dopo i saluti, si era incamminato a piedi lungo il vialetto d’ingresso. Ma all’atto di aprire il cancello, ecco spuntare dal buio i malviventi.

 

Tre uomini, due dei quali armati, uno di coltello e l’altro di pistola, tutti a volto coperto (uno con il passamontagna e gli altri, a quanto pare, con fazzolettoni annodati) lo hanno letteralmente 'prelevato', accompagnandolo dentro casa. Votini non ha opposto alcuna resistenza, e questo è stato decisamente un bene: così i banditi, evidentemente gente esperta e sicuramente non nuova a imprese del genere, non lo hanno toccato nemmeno con un dito. Volevano i soldi, cercavano la cassaforte.

 

Si sono trattenuti nella villa per circa mezzora: modi bruschi ma nessuna violenza, al massimo qualche spintone per cercare di intimidire l’imprenditore, che nel frattempo si era visto legare le mani dietro la schiena con il cavo del telefono che uno dei malviventi aveva strappato dall’apparecchio. Poche le parole pronunciate dagli autori del blitz, anche per non fornire elementi utili alle successive indagini. A Votini è sembrato, tuttavia, di percepire l’accento di un non meglio precisato paese dell’est europeo nelle frasi smozzicate dette a mezza voce da colui che sembrava essere il capobanda.

 

Alla fine, raggranellate le banconote, prelevati alcuni oggetti preziosi e anche una pistola - una Beretta calibro 9 che Votini deteneva regolarmente -, il terzetto ha capito di non avere più niente da raccattare e si è preparato con cura il terreno per la fuga. Votini è stato condotto in camera da letto e ulteriormente legato, anche con l’impiego di una cravatta usata a mo’ di corda. Poi i tre sono spariti nel nulla, con un bottino del valore complessivo di seimila euro, lasciando il malcapitato padrone di casa sul letto.

 

Da quel momento in poi, nel buio della stanza, l’imprenditore ha avviato una lotta personale con i legacci che l’imprigionavano, fino ad averne ragione dopo alcune ore: poco prima delle 8 lui stesso, una volta libero, è riuscito a dare l’allarme. Indagini complicate, come generalmente avviene in casi del genere: si tratterà a questo punto di individuare eventuali impronte, cercando anche di ricostruire le mosse dei banditi dentro la casa: particolari dai quali poter trarre elementi utili ad un’inchiesta che fin da ora si annuncia particolarmente ardua.

 

Evidenti, comunque, le analogie con colpi simili messi in atto di recente anche nella stessa zona, il che farebbe pensare - ma si tratta soltanto di un’ipotesi del momento - alla presenza di un basista capace di segnalare ai banditi le abitazioni da 'visitare'. Certo è che si tratta di rapinatori esperti, rapidi nell’azione e bene attenti a non infliggere violenze inutili: a loro interessano 'soltanto' i soldi e gli oggetti preziosi.

Roberto Conticelli










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