La nuova frontiera per la tutela del diritto d’autore nell’epoca della rete? Far pagare un contributo ai gestori telefonici. E’ questa la proposta che è emersa durante il convegno dal titolo 'Copyright e Copyleft in Internet', che si è tenuto ieri all’auditorium 'Attilio Monti' nella sede fiorentina de La Nazione. L’incontro, inserito nel calendario delle celebrazioni per i 150 anni del giornale e moderato dal vicedirettore Mauro Avellini
Firenze, 3 aprile 2009 - La nuova frontiera per la tutela del diritto d’autore nell’epoca della rete? Far pagare un contributo ai gestori telefonici. E’ questa la proposta che è emersa durante il convegno dal titolo 'Copyright e Copyleft in Internet', che si è tenuto ieri all’auditorium 'Attilio Monti' nella sede fiorentina de La Nazione. L’incontro, inserito nel calendario delle celebrazioni per i 150 anni del giornale e moderato dal vicedirettore Mauro Avellini, ha visto la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti italiani del settore: dal portavoce della Siae Sapo Matteucci, al presidente della Società Consortile Fonografici Italia Gianluigi Chiodaroli. E ancora: Leopoldo Lombardi, presidente dell’Associazione Fonografici Italiani, Francesca Ambrosi di ìAlinari 24 Ore', Niccolò Rositani, professore a contratto di Diritto d’autore all’Università di Firenze nonché erede di Curzio Malaparte e l’onorevole Monica Baldi, già segretario della Commissione affari esteri e comunitari alla Camera dei Deputati e presidente vicario della Commissione cultura e mezzi d’informazione all’Europarlamento.
"Nell’epoca di internet - ha spiegato Sapo Matteucci, portavoce della Siae - risulta particolarmente difficile proteggere le opere di ingegno, in particolare quelle che hanno forma digitale. Il motivo è da ricercarsi nella miriade di programmi difficilmente controllabili da parte delle autorità preposte che consentono lo scaricamento illegale e gratuito di files contenenti brani musicali, film, foto o libri digitali". Di qui l’idea di far pagare una somma di denaro a quelle aziende che grazie ai download generano utili, come i provider internet o i gestori di telefonia fissa. Denaro che poi verrebbe distribuito tra gli aventi diritto secondo le leggi che disciplinano il diritto d’autore.
"Uno dei problemi maggiori - ha aggiunto Gianluigi Chiodaroli, presidente della Società Consortile Fonografici Italia, che rappresenta oltre 280 case discografiche - è la mancanza di consapevolezza del fatto che scaricare musica o film senza corrispondere i diritti d’autore è un reato". "Ragione di più - ha osservato il presidente dell’Associazione Fonografici Italiani - per portare avanti un progetto rivolto soprattutto alle giovani generazioni e finalizzato a una sorta di educazione alla legalità". Di legislazione ha parlato Niccolò Rositani, professore di Diritto d’autore all’Università di Firenze: "Le nostre norme sul diritto d’autore sono molto avanzate, decisamente superiori a quelle dei paesi anglosassoni. Non dimentichiamoci, però, che le leggi non proteggono idee e contenuti, fruibili da chiunque, ma solo le formule di espressione di tali idee". Francesca Ambrosi ha poi spiegato i metodi utilizzati per difendere dalla copia selvaggia le oltre 3 milioni e mezzo di fotografie di proprietà della 'Alinari 24 Ore'.
La conclusione del convegno ha visto l’intervento dell’onorevole Monica Baldi, che ha fotografato la situazione europea. "Credo che una misura importante - ha spiegato - sia quella di equiparare il diritto d’autore, cioè quello che scaturisce dalla creazione, al diritto connesso, che deriva invece dalla registrazione di una sua esecuzione su supporto atto a riprodurla".
Davide Costa