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Terme, "Un consiglio comunale sulla crisi" Pancioli all’attacco: "Bellandi parli"

L’esponente del Pdl chiede un'assemblea, meglio se aperta la città

"Il sindaco ha fallito", per Pancioli "sul fronte termale i risultati da lui conseguiti sono pari a zero"

Il cantiere Leopoldine fermo da 18 mesi: da sogno di rilancio a emblema di decadenza
Il cantiere Leopoldine fermo da 18 mesi: da sogno di rilancio a emblema di decadenza

Montecatini, 11 ottobre 2012 - "Dalla mia richiesta di spiegazioni sul blocco dei lavori alle Leopoldine è già trascorso un mese. Dall’ultimo consiglio comunale, quando il sindaco in pratica non disse un bel niente, sono trascorsi 15 giorni. Mi domando come sia possibile che un’amministrazione comunale possa tenere così all’oscuro un’intera città sul proprio avvenire. E’ grave e inaccettabile. Chiedo un consiglio comunale apposito sulla crisi delle Terme". Sono parole di Eugenio Pancioli, consigliere del Pdl, il quale ha fatto del caso Leopoldine e in generale della drammatica questione Terme la propria principale battaglia politica.

"Lo chiedo oggi su La Nazione - continua - e lo chiederò poi formalmente: è necessario convocare un consiglio, meglio ancora se aperto alla partecipazione di soggetti esterni come i sindacati, che tratti esclusivamente le tematiche termali. Da un anno e mezzo sulle Leopoldine abbiamo sentito di tutto. Prima era una questione di mutui. Poi ad aprile fu annunciata la concessione dei finanziamenti. Ora non si sa bene cosa tenga bloccati i lavori. Intanto il cantiere si deteriora e l’azienda è sommersa da mille difficoltà. I sindacati sono sul piede di guerra. Non ci sono vere prospettive di rilancio, se non finiamo quello stabilimento".

L’amministrazione comunale da tempo si è chiusa del silenzio più totale. La Regione ha sempre parlato poco. Le Terme meno che mai. "Proprio così - riprende Pancioli - il sindaco Bellandi parla solo di Miss Italia e di Mondiali di ciclismo. Per carità, tutto è utile a dare risalto a Montecatini, ma il tema vero e importante, cioè le Terme, non viene neppure più menzionato. Bellandi su questo fronte ha fallito in pieno. Nel 2009 parlò di riappropriarsi dell’identità turistico-termale. I suoi risultati sul fronte termale sono pari a zero. Serve una svolta e subito. Informi il consiglio comunale e la città su cosa sta accadendo".

Intanto da Roma si ventila una stretta all’acquisto di immobili da parte degli enti pubblici. In base alle notizie apparse ieri, nel 2013 le amministrazioni pubbliche "non possono acquistare immobili né stipulare contratti di locazione passiva salvo che si tratti di rinnovi di contratti" (Kronos). Si aggiunge che gli enti territoriali (come i Comuni) dal 2014 potranno fare acquisti di immobili solo se "di comprovata indispensabilità".

La decisione, se confermata, impedirebbe al Comune di comprare tutta la pineta dalle Terme. Quei terreni sono infatti valutati 3 milioni di euro. Servirebbero due anni di imposta di soggiorno per completare l’acquisto. Il fiato è corto.

di Marco A. Innocenti

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