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Leopoldine, parte la "class action"

"Costi cresciuti a dismisura, raddoppiati per le Redi Regione e Comune immobili"

L'associazione di commercianti Amici di Montecatini valuta una causa per il blocco dei lavori

Il cantiere delle Terme Leopoldine, fermo da ormai 19 mesi (Foto Goiorani)
Il cantiere delle Terme Leopoldine, fermo da ormai 19 mesi (Foto Goiorani)

Montecatini, 30 ottobre 2012 - Gli "amici di Montecatini" valutano la possibilità di avviare una class action contro i possibili responsabili del blocco dei lavori delle Leopoldine.

Il gruppo sembra pronto a chiedere un risarcmento ai responsabili, per i danni causati al commercio cittadino. "Gli avvenimenti legati ad Appaltopoli 2 - dicono gli Amici di Montecatini - impongono una seria riflessione. Ditte e personaggi coinvolti in questa oscura vicenda sono in parte gli stessi legati ai lavori di ristrutturazione delle Terme. Il caso è fortuito, ma in città e in Comune tutto tace e ci domandiamo perché. I lavori alle Terme sono fermi da troppi mesi. Questi interventi sono stati affidati alle aziende dalla società (Comune e Regione) senza gara. I costi per i lavori alle Leopoldine sono cresciuti a dismisura e oltre le previsioni. I costi per le Redi sono raddoppiati rispetto a quelli iniziali. Tutto ciò deve essere chiarito dagli azionisti Comune e Regione, dagli amministratori e dagli organismi preposti al controllo. Ci saremmo aspettati che i fondi pubblici venissero utilizzati nel rispetto delle regole e con la dovuta parsimonia. I commercianti in primis si ritengono danneggiati da ciò che sta succedendo in una città che si chiama Montecatini Terme. I lavori bloccati alle Leopoldine stanno danneggiando il sistema turistico-commerciale cittadino. Perché gli azionisti della Terme, non hanno intrapreso un azione di responsabilità nei confronti degli amministratori? Il silenzio significa che erano tutti d’accordo?"

"Regione e Comune - dicono gli Amici - sono immobili, non danno risposte su eventuali riprese dei lavori e date di chiusura. Il sindaco tace ma è il primo responsabile perché il più vicino alle Terme (50 metri) e quello che avrebbe dovuto avere maggior interesse, a salvaguardia della sua città. Bellandi e la sua giunta dovevano fare di tutto per portare a buon fine il progetto ereditato o modificarlo in base alle proprie idee sulla fattibilità. Agli stabilimenti vecchi, non si possono imputare responsabilità, sono obsoleti, ma aperti. Quelli chiusi invece danneggiano le attività. La chiusura porta minore clientela e segna il declino di tutte le attività del territorio. Ulteriori danni vengono causati da annunci di apertura e fine dei lavori, che si rivelano errati. Questa politica ha creato problemi a tutte le attività che acquistano merci in anticipo di 6-8 mesi e auspicavano aumenti di turisti di qualità. attirati dagli annunci di ristrutturazione. A nostro parere, chi ha rinnovato le proprie attività in previsione di tempi certi di rilancio è stato ingannato e danneggiato. Esistono responsabilità? Il black-out Terme è stato causato da errori, lacune, mancanze, imperizia e pressappochismo? Se così fosse, si aprirebbe la possibilità per una class action. Sono state portate avanti politiche che hanno danneggiato le attività: la zona pedonale imposta dal sindaco, che ha limitato senza motivo l’accesso al centro e a strade commerciali dense di attività. Tutto tace mentre, le attività’ turistiche e commerciali sono in ginocchio. Cari Amici di Montecatini facciamo squadra tra noi e non nascondiamo il fatto che le responsabilità esistono e devono essere individuate!"

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