No all'aumento dell'Iva "Così si impoveriscono le aziende"

Il direttore nazionale Francesco Rivolta: "Impegno serio contro l'evasione"

Il presidente provinciale Stefano Morandi (foto Goiorani)

Montecatini, 29 giugno 2011 - Confcommercio chiede un impegno più serio ed efficace contro l’evasione fiscale e boccia l’aumento dell’Iva in cambio della riduzione dell’aliquota Irpef, appena proposto dal governo. L’assemblea degli iscritti della provincia di Pistoia, tenuta ieri pomeriggio nel salone Portoghesi dello stabilimento Tettuccio a Montecatini, ha offerto una serie di riflessioni interessanti sul futuro dell’economia e dell’occupazione nel territorio e nel resto del paese. Pino Di Blasio, caposervizio per l’economia e gli interni de La Nazione, ha moderato il confronto tra dirigenti nazionali e locali dell’associazione di categoria ed esperti ricercatori.

 

Francesco Rivolta, direttore nazionale di Confcommercio, ha parlato in modo molto diretto dell’attuale situazione economica. "Sulla manovra fiscale del governo – ha esordito – abbiamo già avuto modo di esprimere un’opinione durante la nostra assemblea. Questa materia dovrebbe rappresentare la madre di tutte le riforme, la rivisitazione del patto di cittadinanza tra lo stato e tutti gli italiani. La nostra organizzazione, per natura ottimista davanti al futuro, è assai preoccupata per le imprese italiane. Se i mezzi di comunicazione hanno dato un’attenzione doverosa ai 1.200 lavoratori di Pomigliano in difficoltà, la chiusura di oltre 50mila imprese negli ultimi due anni è passata sotto silenzio. Eppure le aziende del settore del commercio e dei servizi producono il 50% del Prodotto Interno Lordo (Pil) garantendo oltre la metà dell’occupazione italiana. Il reddito pro capite dei cittadini è di 17mila euro, duecento in meno rispetto a vent’anni fa".

 

Rivolta ha bocciato la proposta di riforma fiscale del governo. "Offrire la diminuzione dell’Irpef in cambio dell’aumento dell’Iva – ha sottolineato – è davvero una risposta demenziale ai problemi del paese. Una soluzione del genere colpirebbe i redditi più bassi, impoverendo le aziende: si tratta di una manovra iniqua. Oltretutto, nel nostro paese, l’evasione fiscale ha raggiunto un livello ormai insopportabile. Tutto questo, nel prossimo futuro, potrebbe portare alla rottura del patto di cittadinanza".

 

Rivolta ha lanciato un appello anche per intensificare la lotta alla contraffazione. "Su questo punto – ha detto – ci giochiamo una serie importanti di entrate per le nostre aziende". Il direttore nazionale di Confcommercio ha concluso il suo intervento con un riferimento alla pubblica amministrazione. "Deve essere sfoltita – ha spiegato – premiando chi lavora bene e sa gestire le risorse a disposizione".

 

Stefano Casini Benevenuti, direttore dell’Irpet Toscana, ha presentato una relazione sulle possibilità di uscita dalla crisi economica. "Possiamo cambiare questa situazione – ha spiegato – se riusciremo a conquistare i mercati internazionali in crescita. L’export può rappresentare una possibilità importante di ripresa per le aziende".

Daniele Bernardini

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