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Negozi che chiudono
La crisi picchia duro

"Vado in pensione e non ho trovato chi volesse rilevare l'attività". Parola di Paolo Palamidessi, storico titolare di un negozio che dopo quaranta anni di attività è costretto a chiudere

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Negozio chiuso (foto picchio)

Montecatini, 12 gennaio 2011 - Negozi storici con decenni di attività e una clientela affezionata, oppure coraggiosi tentativi imprenditoriali di commercianti italiani e stranieri presto naufragati. Anche Montecatini deve annoverare il suo numero di attività commerciali cessate, specie nelle strade limitrofe al centro, che da quest’ultimo si differenziano immediatamente per la loro veste più defilata, meno illuminata, meno brulicante di passanti e di rumori, fino quasi a dare in alcuni punti una sensazione di isolamento, mentre, in realtà, si è solo a due passi dalla vivacità cittadina di corso Roma e piazza del Popolo. Pochi metri di distanza e lo scenario cambia.

 

E’ sufficiente fare una passeggiata per queste vie per imbattersi in tante, troppe saracinesche abbassate e cartelli con scritto a caratteri cubitali “vendesi” o “affittasi”. Non è sempre semplice capire le cause delle cessazioni e tastare il polso all’economia di un’intera città solo per i tanti negozi chiusi in alcune strade, ma il dato sulle chiusure a raffica deve avere la giusta considerazione.

 

Queste cessazioni sono tutte figlie della stessa crisi? Paolo Palamidessi è lo storico titolare di un negozio che dopo quaranta anni di attività chiude e che si trova proprio in una traversa di corso Roma: "La cessazione attività — spiega il negoziante — nel mio caso avviene perché vado in pensione. Quindi, può sembrare una chiusura che non è figlia della crisi, così come possono apparire anche altre cessazioni di attività locali. In realtà — continua il commerciante — se giunto al termine della mia vita lavorativa mi trovo costretto a chiudere è perché nessuno ha voluto continuare la mia attività. Eppure era un negozio con una clientela avviata. I potenziali acquirenti dicono tutti che non se la sentono di rischiare. Il problema secondo me – conclude Palamidessi – è che queste strade vicine al centro, ma non nei corsi principali, sono meno illuminate e forse i passanti, specie in inverno quando l’oscurità arriva presto, preferiscono evitare di percorrere a piedi queste vie".

 

Un problema di collocazione dunque potrebbe spiegare l’insuccesso di alcune attività commerciali, per il timore di molti pedoni di 'avventurarsi' in zone meno illuminate della città. Non è certo che sia questa la causa e ogni chiusura potrebbe essere analizzata singolarmente e racconterebbe un frammento del mosaico del commercio montecatinese che ha avuto peggior fortuna. L’importante è continuare a interrogarsi sul perché tante negozi cessino l’attività e sulle strategie per aiutare gli altri negozi a non chiudere. Solo così si potranno studiare strategie per dare nuova linfa alle attività in crisi e all’imprenditoria locale nascente.

Valentina Spisa


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