I giovani sono Alessandro Massi, Yuri Bonelli e Fone, ospitati nel nuovo museo di arte contemporanea in via Toti
Montecatini, 5 febbraio 2012 - Il museo di arte contemporanea "McTerme" di via Toti ha aperto i battenti per la seconda iniziativa, il Tre per uno. Le opere di tre giovani artisti della Valdinievole — Alessandro Massi, Yuri Bonelli e Fone — sono abbinate a quelle di un nome già affermato, vale a dire Massimo Biagi, protagonista del graficismo e apprezzato in numerosi musei e ambienti culturali come ottimo ceramista e creatore dei famosi eccitoplastici, grandi lavori sagomati in legno che incastonano figure e profili di potente suggestione. Senza dimenticare i suoi notevoli Libri d’artista, che fondono disegno, pensieri letterari, filosofia, evoluzioni della mente.
«A questi tre giovani — dice Biagi — di cui apprezzo molto idee e risultati, dico di non delegare mai a nessuno la loro libertà espressiva. Perché l’arte, come diceva Bergson, è libertà. Solo restando se stessi, saranno in grado di emozionarsi ed emozionare gli spettatori. Anche se sembra un percorso facile, rispettare questo principio oggi diventa sempre più arduo».
Biagi ha portato una serie di opere emblematiche della propria carriera. Innanzitutto Opera Graficista del 1988, tre pannelli di quasi nove metri quadrati che rappresentano un punto di arrivo importante di quel movimento graficista, partito dalla creazione Le Macchie-Grande nero del 1975 (oggi a Prato) e proseguito con il Manifesto sul graficismo cui aderirono personaggi del calibro di Samuel Beckett, Emilio Vedova e Raphael Alberti. Una spinta creativa che, anche attraverso un’antologica ospitata a Monsummano, si svilupperà per 22 anni, fino al 1997. Il McTerme propone anche Meteorite del 1977, Plasmone A del 2008, Ceramica Nera, Clessidra del 1990 e una fantastica Ceramica policroma del 2011.
Basterebbe già questo per recarsi a visitare, da oggi e fino al 26 febbraio, la mostra sagacemente allestita alla ex-Lazzi dall’assessore Bruno Ialuna con la collaborazione di Giodò. Ma la presenza dei tre giovani artisti locali moltiplica il significato di un’esposizione che, lanciando uno sguardo al passato, vuole esplorare nuove e sorprendenti forme espressive. Riuscendoci in pieno.
Marco A. Innocenti