Montecatini 28 novembre 2017 - Le Terme affrontano la settimana decisiva per la loro salvezza. Entro pochi giorni, la proprietà dell’azienda, Regione e Comune, dovrebbe tenere l’assemblea dei soci per approvare, finalmente, il bilancio 2016. Mai prima di questa volta, il documento economico era stato approvato così tardi nel corso dell’anno, anche se l’azienda ha ribadito più volte, nei mesi scorsi, che si sta svolgendo tutto secondo le regole. Anche  per l’anno scorso, le Terme chiudono l’attività in perdita, pur per un importo inferiore al rosso del 2015, quando fu di oltre 3 milioni di euro.

Quest’anno, dopo vari rinvii, l’azienda ha dichiarato la volontà di portare il bilancio in approvazione entro il 30 novembre. La Regione, socio di maggioranza delle Terme, vuole lanciare al più presto il bando di vendita delle quote che fanno riferimento a Firenze. Il documento dovrebbe essere pronto a gennaio, quando i due soggetti che hanno mostrato interesse a suo tempo, completo e parziale, dovrebbero farsi avanti per chiudere l’offerta e rilevare quello per cui si sono fatti avanti. L’immobiliarista Francis Von Buren è interessato a rilevare tutto il pacchetto relativo alle Terme, mentre la cordata anglo-malese, che gestisce già la stazione di Bath, in Gran Bretagna, punterebbe solo alle Leopoldine, dove, pur abbandonando il progetto Fuksas, nascerebbe comunque una piscina con centro benessere.

A febbraio, inoltre, il Comune andrà a completare la compravendita della Palazzina Regia, dove adesso ha sede la direzione delle Terme, versando 3,5 milioni alla società. L’amministrazione di Giuseppe Bellandi, ormai da tempo, intende realizzare un museo regionale delle acque all’interno dell’edificio, il primo nato a uso di civile abitazione in città. Intanto, la sentenza della Corte di Appello di Firenze che obbliga Unipool a versare circa 9 milioni di euro alle Terme, in base alla fideiussione assicurativa a suo tempo escussa dagli ascolani, ha fatto sorgere nuove speranze in città.

Se la società riuscisse a riscuotere almeno la metà di questa somma, infatti, potrebbe riuscire ad andare avanti fino al completamento della privatizzazione delle quote di maggioranza dell’azienda. Il Comune, infatti, intende rimanere all’interno delle Terme, giudicandola un’azienda strategia per il futuro di Montecatini. I nodi nati nel corso degli anni, a questo punto, sono arrivati tutti al pettine. E, senza dimenticare che non è una perdita di tempo fare chiarezza sulle effettive responsabilità, adesso il problema deve trovare una soluzione.

Daniele Bernardini