Montecatini 17 marzo 2017 - «Il Consorzio di bonifica Basso Valdarno 4 deve congelare le cartelle emesse per gli utenti della Valdinievole e, quindi, scegliere se ripristinare le vecchie tariffe o dare servizi equi in rapporto alle maggiorazioni richieste».
Monta la protesta nel comprensorio per gli aumenti, in diversi casi anche di oltre il 100%, richiesti dal nuovo ente con sede a Pisa al quale fa riferimento il nostro territorio. I «Consorziati Valdinievole», il gruppo spontaneo nato in seguito alle proteste degli ultimi giorni. Gino Biondi, per circa dieci anni presidente del vecchio Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio e aderente alla protesta, non risparmia critiche alla realtà guidata da Marco Monaco.
 

«Il bilancio di previsione dell’ente pisano – sottolinea – per quest’anno prevede entrate che ammontano a circa 16 milioni di euro, con 500mila euro in più rispetto allo scorso anno. Gli interventi previsti nelle quattro aree di competenza del consorzio ammontano a circa 7 milioni: di questi 1,9 saranno utilizzati in Valdinievole. Pensare che, un volta, quando esisteva il Consorzio del Padule, ne veniva utilizzati 3 ogni anni, a fronte di tariffe più basse. Il Basso Valdarno, su un bilancio di 16 milioni, ne investe circa 6 nel personale e, prossimamente, vuole fare promozioni e aumentare il numero degli addetti».  

Pietro Neri, ex sindaco di Ponte Buggianese ed ex membro della deputazione del vecchio consorzio, annuncia un’assemblea pubblica per decidere le azioni da portare avanti.«La terremo il 3 aprile – spiega – anche se dobbiamo ancora definire il luogo. Comunque comunicheremo a breve, per coinvolgere il maggior numero possibile di persone interessate. Per gestire al meglio i servizi di ambito bisogna livellare verso l’alto, non verso il basso. Quelli che i cittadini stanno ricevendo sono avvisi bonari di pagamento, non si tratta delle cartelle vere e proprie.

Per questo invitiamo tutti i cittadini a non pagare, in attesa di una soluzione politica al caso». Luigi Bellandi, appassionato di fotografia naturale, lamenta la difficile situazione in cui versa il Padule, a causa della manncanza di interventi di prevenzione per evitare che l’area umida resti a secco. E la necessità di provvedere ai lavori in modo corretto viene sottolineata anche da Biondi. «Se tutti gli anni viene fatta manutenzione – conclude – non è obbligatorio spendere la stessa cifra, perché interventi programmati consentono di risparmiare».