Montecatini 17 giugno 2017 - Il caldo torrido aggrava l’allarme siccità nelle campagne e nelle città. L’allarme arriva da Coldiretti e riguarda anche la Valdinievole. Non è solo colpa dell’afa di questi giorni. Alla base ci sono le precipitazioni che in primavera sono risultate quasi il 50% inferiori rispetto al periodo di riferimento dopo un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%.

«Una situazione che crea sofferenze anche nelle campagne pistoiesi, con effetti negativi su tutte le colture: uliveti e vigneti, piante, apiari (produzione di miele assolutamente scarsa), seminativi - spiega Coldiretti- . Stagione difficile per cereali e foraggi per alimentazione animale, in Valdinievole perdita di almeno il 40% del raccolto. Se non ci saranno variazioni per il mais il rischio che le pannocchie non arrivino a maturazione è molto serio. Soffrono anche gli allevamenti, con i bovini che rallentano la crescita. Conseguenze negative per gli ortaggi.

La carenza d’acqua ed il gran caldo stanno riducendo le scorte dei bacini irrigui dei vivai ornamentali pistoiesi. Perdurando la penuria d’acqua non si escludono emergenze anche per il comparto principe dell’agricoltura provinciale. Soffrono anche allevamenti, con i bovini che rallentano la crescita. Conseguenze negative per gli ortaggi. La carenza d’acqua ed il gran caldo stanno riducendo le scorte dei bacini irrigui dei vivai ornamentali. Perdurando la penuria d’acqua non si escludono emergenze anche per il comparto principe dell’agricoltura provinciale».

«E’ il risultato di un inverno e una primavera 2017 – precisa la Coldiretti – che si classificano rispettivamente al terzo e al secondo posto tra le meno piovose dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni del Cnr e gli effetti si stanno facendo sentire sulle coltivazioni con pesanti danni annunciati». Una situazione che ha portato la regione ad anticipare al 10 giugno il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali in quasi tutta la regione. Rimane invece invariata, al momento, la data di scadenza del periodo a rischio, stabilita dalla normativa regionale al 31 agosto per tutta la Toscana.

E la regione ha ampliato i termini per denunciare i danni da siccità, prima fissati al 30 giugno e ora prorogati fino al ventesimo giorno successivo alla cessazione dell’evento calamitoso.«Una proroga opportuna, visto il perdurare del caldo -specifica Coldiretti-. Gli effetti della carenza d’acqua, infatti, sulle produzioni agricole non sono immediati. Le denunce devono essere presentate alla Regione, anche tramite i nostri uffici tecnici».

La Regione ha deciso di anticipare al 10 giugno (e fino al 31 agosto) il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali.Oltre al divieto di abbruciamento di residui vegetali, nel periodo a rischio il regolamento forestale della Toscana vieta qualsiasi accensione di fuochi, ad esclusione della cottura di cibi in bracieri e barbecue.