Montecatini Terme (Pistoia), 28 gennaio 2018 - Schizzi  di sangue dappertutto e pozze di acqua rossa lungo il marciapiede. Ieri mattina era ancora drammaticamente evidente la scena del crimine in via Toti, davanti alla ex Lazzi, teatro di una gravissima aggressione a colpi di coltello avvenuta alle 23,40 di venerdì all’esterno del Bar Dany. «Roba da bassifondi di Chicago anni Venti – racconta un residente della zona – con feriti rimasti in pozze di sangue, urla disperate, arrivo dei carabinieri, caos generale fra le auto che passavano e gente che si affacciava alle finestre con le mani nei capelli». Le vittime  sono due fratelli di origine albanese: A.H. di 24 anni e D.H. di 21, residenti a Pieve a Nievole. I due, insieme a un connazionale, stavano giocando alle slot machine in una saletta interna, quando per motivi che debbono essere chiariti hanno cominciato a scambiarsi offese mediante gli smartphone con un’altra persona non presente nel locale, sfidandola, secondo i primi accertamenti dei carabinieri, a presentarsi direttamente davanti al bar.

Dopo qualche minuto lo sconosciuto aggressore è effettivamente arrivato e il più grande dei fratelli è uscito dal locale per un chiarimento. Ed è lì che è avvenuto il fattaccio. Lo sconosciuto ha estratto il coltello e ha colpito il 24enne all’addome e a una gamba. Subito dopo stesso trattamento al fratello che era accorso in sua difesa. Pochi attimi e l’aggressore si è dato alla fuga a piedi facendo perdere le sue tracce fra via Toti e via del Salsero. Le due vittime sono state immediatamente soccorse. Le ferite più gravi erano quelle del 24enne, portato al San Jacopo a Pistoia, dove è stato operato d’urgenza due volte e ricoverato in prognosi riservata in rianimazione. Il fratello più giovane è stato ricoverato all’ospedale di Pescia, operato anch’egli, ma non versa in pericolo di vita. Le ricerche dell’accoltellatore sono scattate all’istante, ma senza esito. Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia di Montecatini e del Nucleo Investigativo di Pistoia, che hanno eseguito i rilievi tecnici, raccolto le testimonianze dei presenti, visionato le immagini della videosorveglianza del locale e avviato le indagini per identificare l’aggressore. Potrebbe trattarsi di un connazionale delle vittime, con le quali gli inquirenti però non hanno potuto parlare essendo entrambe ancora sottoposte a sedazione.