Pieve a Nievole, 13 aprile 2017 - Era lì, innescata e pronta a esplodere da 70 anni. Un colpo di fortuna, più che di mortaio, per gli operai della ditta che sta eseguendo i lavori per il raddoppio ferroviario a Pieve a Nievole e che la scorsa settimana hanno rinvenuto durante gli scavi una bomba inesplosa, ma con la spoletta ancora attiva e sbreccata. Erano infatti in corso le operazioni di bonifica preventiva del sito nel cantiere della ferrovia a margine del Nievole, quando i tecnici hanno ritrovato un colpo di mortaio italiano da 75 millimetri e di circa 40 centimetri di lunghezza.

Una vera fortuna aver scansato l’ordigno per gli operai che avevano provveduto ai primi lavori di preparazione del terreno. Una cospicua quantità di tritolo poteva esplodere al primo passo falso. Sul posto, tempestivamente messo in sicurezza non appena la bomba è stata ritrovata, sono dunque intervenuti, oltre alla polizia municipale di Pieve a Nievole e ai carabinieri di Montecatini, anche la Croce Rossa tra cui il primo capitano medico Paolo Serraglini di Firenze e il luogotenete Antonio Pinto e il sergente Nicola Moretti, artificieri del secondo reggimento genio pontieri di Piacenza. Sono stati loro a recuperare il proiettile della Seconda Guerra Mondiale e a provvedere alla sua neutralizzazione che è avvenuta proprio all’interno del cantiere.

«Il colpo di mortaio era innescato – hanno raccontato i testimoni – e poteva esplodere se colpito in un certo modo. In effetti quando il cannone italiano lo ha sparato, ha colpito il suolo e probabilmente per particolari caratteristiche del terreno o per chissà quale altro motivo l’angolazione di caduta ha permesso solo la rottura di una parte della spoletta che dunque è rimasta sbreccata. Tuttavia il colpo avrebbe attivato i meccanismi interni al proiettile mettendoli tutti in linea, pronti a esplodere». La bomba è stata ritrovata a meno di un anno da quella rinvenuta la scorsa estate a Cintolese a Monsummano e a Pistoia.

Arianna Fisicaro