Ponte Buggianese, 21 novembre 2017 - Una cerimonia molto partecipata, in cui centinaia di persone e rappresentanti istituzionali si sono riuniti onorando e ricordando Massimo Massimi e tutte le vittime della strada, stringendosi idealmente ai loro familiari e sottolineando l'importanza della sicurezza stradale. Ieri, l'associazione Massimo Massimi onlus e il Comune di Ponte Buggianese hanno organizzato la cerimonia per la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, iniziata con la messa al santuario di San Michele Arcangelo, officiata dal parroco don Fabiano Fedi. Dopo la messa, la deposizione della corona al monumento in ricordo di Massimo Massimi e di tutte le vittime della strada. Sono intervenuti il sindaco di Ponte Buggianese Pier Luigi Galligani, il presidente dell'associazione Massimo Massimi Onlus, Massimiliano Massimi, padre di Massimo, con la moglie Monica e la figlia Michela, il sottosegretario Cosimo Maria Ferri, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Sono stati letti i messaggi del ministro Luca Lotti, dell'onorevole Emiliano Minnucci della commissione trasporti, che si sta impegnando per dar vita alla giornata nazionale delle vittime della strada, del viceministro Riccardo Nencini, alla presenza degli onorevoli Edoardo Fanucci e Caterina Bini, dei consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi. Presenti i vertici delle forze dell'ordine: il maggiore Enrico Vellucci, comandante della Compagnia dei carabinieri di Montecatini e la dirigente del commissariato di Pescia vicequestore Raffaella Papaccioli, l'Anc Pescia Collodi. Ha presenziato anche il sindaco di Buggiano Andrea Taddei. Massimo Massimi, ragazzo esemplare, dotato di nobili valori, è stato vittima della strada il 23 ottobre 2014, ad appena 17 anni.

Il padre Massimiliano ha creato la Massimo Massimi onlus per portare avanti con gli altri familiari delle vittime della strada – era presente tra gli altri Elena Corsei, mamma di Gloria Sarica, vittima della strada in un tragico incidente del 2015 a Montecatini – come ha ricordato lui stesso nel suo intervento: «Una rivoluzione culturale, pacifica e fondata sul rispetto delle regole e l'educazione stradale, di cui la legge sull'omicidio stradale è il primo pilastro, a cui devono seguire prevenzione, formazione, certezza della pena». Il sindaco di Ponte Pier Luigi Galligani ha sottolineato: «In questi giorni in una conferenza in prefettura veniva ricordato che il numero di vittime della strada supera quello delle vittime del secondo conflitto mondiale». Il ministro Lotti nel suo messaggio ha affermato: «L'invito è a rimanere uniti per impegnarci ognuno nelle proprie possibilità e nel proprio ruolo affinché tragedie simili non si ripetano mai più». Il sottosegretario Cosimo Maria Ferri ha sottolineato: «La legge sull'omicidio stradale sta funzionando. I numeri non ci lasciano soddisfatti, ma sono in diminuzione gli incidenti stradali. Questa norma svolge un effetto deterrente e ha salvato certamente delle vite».

Il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ha ricordato: «In una seduta solenne del parlamento europeo nel 2010 fu posto l'obiettivo per tutte le nazioni parte dell'unione europea di dimezzare in 10 anni, con tutte le misure idonee, quello che rappresenta una delle peggiori catastrofi di oggi. La legge sull'omicidio stradale si è posta su un piano di deterrenza forte». Sono stati poi consegnati diplomi di pubblica benemerenza che l'associazione Massimi ha rilasciato a coloro che hanno operato affinché entrasse in vigore la legge sull'omicidio stradale: Cosimo Maria Ferri, Massimo Baldi, Caterina Bini, Edoardo Fanucci, Marco Niccolai, Eugenio Giani, Emiliano Minnucci, Riccardo Nencini, Luca Lotti e Matteo Renzi.