Montecatini 8 agosto 2017 - Due immigrati africani vengono fermati dalla polizia durante un’operazione antidroga a Montecatini, ma addosso non hanno sostanze stupefacenti. Gli agenti si insospettiscono e li portano in ospedale. Sospetto fondato: nello stomaco avevano ovuli presumibilmente pieni di droga. Lunedì mattina, alle 10.30, personale della Squadra Mobile di Prato, sezione IV «Antidroga e contrasto al crimine diffuso» ha effettuato un mirato servizio di osservazione e controllo a Montecatini, dove in un’abitazione di via Umbria che ospita alcuni cittadini africani, si segnalava una possibile attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

L’attento e discreto servizio di polizia permetteva inizialmente di fermare e identificare due giovani cittadini nigeriani, rispettivamente un 19enne e un 26enne domiciliati nell’appartamento, appena usciti dalla casa. Benché non trovati in possesso di stupefacente, sono stati poi condotti all’ospedale di Pistoia, dove accertamenti radiografici hanno denotato la presenza nel loro corpo di ovuli sospetti, verosimilmente contenenti droga. Pertanto i due stranieri sono stati piantonati continuativamente da personale della questura di Prato, in attesa della fisiologica espulsione di tali involucri.  

 

La contemporanea prosecuzione dell’attività di polizia ha portato altri operatori dell’Antidroga pratese a effettuare il rapido controllo dell’abitazione di via Umbria, dove è stato sorpreso un terzo africano, 29enne nigeriano, attualmente regolare in Italia in quanto profugo richiedente protezione internazionale, intento proprio a preparare dosi di sostanza stupefacente di tipo eroina, sequestrata sul momento dagli agenti, del peso e complessivamente di 18,3 grammi, unitamente a sostanza da taglio pari a 84 grammi. Il 29enne rifugiato è stato quindi condotto negli uffici di polizia, dove si è determinato il suo definitivo arresto per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.