Montecatini 11 marzo 2017 -  Cittadini e associazioni sono pronti a presentare ricorsi alla commissione tributaria contro le richieste di pagamento inviate nei giorni scorsi dal Consorzio di bonifica Basso Valdarno 4. Secondo alcune stime, nel nostro territorio oltre la metà dei contribuenti, circa il 55%, dovrà pagare assai di più, in termini di percentuale, rispetto al passato. Gli aumenti minimi sono stimati tra il 35% e il 50%, ma alcuni cittadini hanno ricevuto richieste maggiorate di oltre il 100% in paragone alle vecchie cartelle, quando il servizio era curato dal Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio.

Il rincaro è dovuto al fatto che l’area della Valdinievole, ricca di reticoli idrici, viene considerata molto costosa dal punto di vista della manutenzione. Confconsumatori invita tutti i cittadini interessati a fare ricorso a presentarsi nella sede dell’associazione, in via Montebello 4, a Montecatini, il lunedì, dalle 9 alle 14, e il mercoledì e il venerdì, dalle 14.30 alle 19.30. Nei prossimi giorni, comunque, anche altre associazioni annunceranno azioni a tutela dei cittadini in questa complessa vicenda. Sulla vicenda dei rincari delle bollette, intanto, interviene anche Gino Biondi, ex presidente del Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio.

“Chi mi conosce – sottolinea – sa bene della battaglia, quasi solitaria, che ho portato avanti affinché non si giungesse a questa fusione a freddo con Pisa, che poi, in realtà, fu una vera e propria incorporazione. Fummo fagocitati da quella realtà, con l’avvallo del presidente della Regione Enrico Rossi, originario di quei territori. Il ricco ex Consorzio del Padule di Fucecchio provvedeva in modo puntuale ai lavori in tutto il comprensorio, mantenendo la tariffa bloccata. Negli ultimi anni, le richieste di contributo ai cittadini vennero addirittura ridotte.

Poi, la nostra realtà si è trovata a finanziare gli interventi dell’ex Consorzio di Pisa, dove ogni cosa era più indietro rispetto a quanto avveniva qui. Tutto questo nel nome della sussidiarietà. Ogni sindaco del territorio dovrebbe fare come quello di Pescia, Oreste Giurlani, quando un paio di anni fa andò in Regione e ribaltò le scrivanie perché nel nuovo piano di classifica i coltivatori diretti si videro raddoppiare il tributo. Un conto è pagare e vedere i lavori, un altro sovvenzionare i pisani”.