Problemi annosi e mai risoltti: un nuovo appello lanciato alle istituzioni
Pescia, 31 gennaio 2012 - Dopo la scossa di terremoto di venerdì è aumentato il timore che possa succedere ancora in orario di scuola, colpendo edifici che hanno da tempo problemi, mettendo a rischio gli studenti. È questo il senso della protesta che da sabato ha coinvolto genitori e alunni del liceo Lorenzini di Pescia. Se sabato lo sciopero è stato generale, nella mattinata di ieri a scioperare sono stati gli studenti del distretto ex-Giusti (Palazzo Piacentini), che lamentano una condizione precaria e preoccupante della struttura. Una rappresentante dei genitori,
Anna Chiappe, ha scritto un comunicato in cui ricostruisce le fasi che avrebbero dovuto portare alla ristrutturazione – mai avvenuta – della sede distaccata del liceo. «A tutt’oggi – si legge – non vediamo nessun cantiere in allestimento. Dopo il terremoto nessun rappresentante di competenza della zona si è preoccupato di valutare la situazione e di far effettuare un controllo».
La signora chiede a chi rivolgersi per ottenere risposte sul progresso dei lavori, individuando responsabilità tanto nel Comune quanto nella Provincia.
È il preside dell’istituto, Giulio Simonatti, a fornire una spiegazione: «Da quando sono in carica, ho sollecitato più volte le amministrazioni competenti su Palazzo Piacentini – afferma – e l’ultima volta l’ho fatto sabato mattina via fax e stamattina andando di persona in Provincia».
La questione risale però al quinquennio 2003-2008, quando la Provincia pagava al Comune di Pescia un affitto di 50mila euro l’anno per l’edificio, soldi che sarebbero serviti anche a ristrutturare l’edificio senza che però fossero impiegati a tale scopo.
Luigi Briganti