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Le ragazze di Miss Italia ricevute in Senato

Patrizia Mirigliani sostiene una proposta di legge per migliorare le condizioni delle donne sui luoghi di lavoro

Miss Italia Stefania Bivone: "Spesso troppe persone vedono la loro vita in pericolo sui posti di lavoro"

Le ragazze di Miss Italia al Senato
Le ragazze di Miss Italia al Senato

Montecatini, 27 gennaio 2012 - Un sentito riconoscimento è stato dato in Senato al Concorso Miss Italia e alla sua presidente, Patrizia Mirigliani, per l’impegno dimostrato nel settore del sociale e nello specifico nella difesa della dignità della donna. Ieri mattina, in occasione della presentazione a parlamentari e stampa di una proposta di legge da parte delle senatrici Silvana Amati e Ombretta Colli per migliorare le condizioni delle donne nei luoghi di lavoro e delle lavoratrici con disabilità, glioOnorevoli presenti hanno elogiato il lavoro svolto dalla patron Mirigliani e dalle sue miss nell’iniziativa “Donne che vincono”, calendario a scopo di sensibilizzazione realizzato dalla fotografa Tiziana Luxardo e in collaborazione con ANMIL ed INAIL. Presenti, tra gli altri, Emma Bonino, Vicepresidente del Senato, l’On. Maurizio Sacconi, l’On. Lella Golfo.

«Sono rimasta profondamente colpita dal modo in cui Patrizia Mirigliani ha abbracciato il progetto dell’ANMIL. – ha detto la senatrice Colli – Con estrema sensibilità, la patron di Miss Italia ha saputo dimostrare che il mondo dello spettacolo può farsi portavoce di realtà e problemi sociali che troppo spesso vengono messi in secondo piano».

 

E ancora un grande apprezzamento al Concorso Miss Italia e alla sua presidente è stato espresso dal senatore Oreste Tofani, Presidente della “Commissione Infortuni e Morti Bianche” in Senato. «Spesso il mondo della bellezza viene banalizzato, confinato all’effimero. Questa iniziativa, abbracciata con estrema sensibilità da Patrizia Mirigliani e da queste ragazze, ha dimostrato l’impegno che le giovani di oggi mettono per cercare di affermarsi culturalmente, la volontà delle stesse di non voler rimanere confinate in un percorso estetico che ha i suoi limiti. E, ancora, – Questo ‘mix’ di voci nel progetto “Donne che Vincono” si traduce in un solo termine: DONNA. Con questo calendario avete portato a termine una nobile iniziativa che è per voi donne, e per noi tutti, motivo di grande orgoglio».

 

Anche la Vicepresidente del Senato Emma Bonino si è detta ammirata dell’iniziativa. «Venendo qui, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con una realtà che non conoscevo. Lo dico da donna che pensava di essere attenta ad ogni aspetto del mondo femminile. Quando qualcuno riesce a dare emozioni alla politica, come è successo con questo progetto, si è fatto davvero un miracolo».

 

Patrizia Mirigliani, dopo aver ringraziato le senatrici Emma Bonino, Silvia Amati e Ombretta Colli, ha espresso il proprio apprezzamento per la fotografa Tiziana Luxardo «che mi ha coinvolta in questa nobile, straordinaria esperienza». E ha aggiunto: «L’iniziativa ha portato il Concorso a realizzare con ANMIL e INAIL una collaborazione di particolare intensità e di amicizia. Le storie raccontate nel Calendario sono affascinanti perché parlano di disperazione, di coraggio e di rinascita. Queste donne sono la prova della forza che il mondo femminile trasmette e, spero, che siano di monito a chi è tenuto a tutelarle sul posto di lavoro. Le ‘mie’ miss qui presenti hanno aderito all’iniziativa e ne hanno sposato gli obiettivi».

 

Stefania Bivone, Miss Italia in carica, ha testimoniato a nome di tutte le miss presenti in sala che hanno partecipato alla realizzazione del calendario: «Di questo lavoro rimarrà l’immagine della volontà e della dolcezza di queste donne. Siamo felici di aver preso parte a questo progetto che esalta il loro coraggio perché le ‘donne che vincono’ sono proprio loro».

Stefania ha poi citato una dichiarazione scritta nel Calendario da Eleonora Pierella, Miss Simpatia Esselunga: «Il lavoro dovrebbe renderci libere, realizzate, ma invece, troppo spesso, tante persone, vedono la loro vita in pericolo proprio sul posto di lavoro. Ebbene – ha aggiunto con forza Stefania - noi ragazze, noi miss, speriamo ardentemente di non sentire mai più le storie che sono state raccontate».

 

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