Si parlerà di quanto accaduto durante la manifestazione di Sant'Apollinare davanti alla chiesa dove è sepolto Enrico De Pedis, capo della banda della Magliana e implicato nel rapimento della ragazza
Montecatini, 25 gennaio 2012 - La nostra redazione torna a parlare del caso di Emanuela Orlandi. Uno dei nostri redattori era presente alla manifestazione di sabato a Sant'Apollinare a Roma, di cui parlerà stasera la trasmissione “Chi l'ha visto?”. Il sit in è stato organizzato da Pietro Orlandi davanti alla chiesa dove è sepolto Enrico De Pedis, capo della banda della Magliana e implicato nel caso del rapimento di Emanuela Orlandi, avvenuto il 22 giugno 1983.
Nella trasmissione di Rai3, stasera si parlerà di quanto accaduto durante la manifestazione di Sant'Apollinare, dove, oltretutto, un agente della Gendarmeria Vaticana, in borghese, è stato colto a fotografare i partecipanti alla manifestazione, con una macchina fotografica dotata di un potente obiettivo (fonte Agi). Pietro Orlandi ha iniziato una petizione, che per ora è a quota 55mila adesioni (petizione.emanuela@libero.it, petizione.emanuela@libero.it). Il fratello della scomparsa Emanuela chiede questo: ''La partecipazione e il grido corale per la verità e la giustizia, a partire dalla tragedia di mia sorella Emanuela, danno grande conforto e speranza a tutta la mia famiglia. Ma spero anche che siano di impulso per combattere altri casi di ingiustizia e di intreccio tra criminalità e pubblici poteri nel nostro Paese. Ho intenzione di recarmi in Vaticano prima del prossimo Natale a consegnare la lettera a papa Ratzinger, ma propongo che le adesioni non si interrompano e proseguano fino a che non arriveremo a una verità. Ritengo infatti che la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche grazie al sostegno di molti di voi che si sono impegnati personalmente e mi hanno scritto per esortarmi ad andare avanti, sia fondamentale. Il nostro cammino insieme dunque prosegue: posso chiedervi uno sforzo in più? Se ognuno di noi convincesse almeno un altro suo amico o conoscente ad aderire, saremmo a quasi 60 mila nominativi. Se due, 90 mila... Se dieci, 300 mila... Verrà un momento in cui la ragione di Stato, l'omertà e i reticenti silenzi dovranno capitolare davanti a una richiesta così imponente (da ogni angolo d’Italia e anche dall’estero) di trasparenza e verità. Quel giorno, spero vicino, sarà fatta chiarezza sul rapimento di Emanuela e i responsabili ne dovranno rispondere''.
La scomparsa di Emanuela Orlandi è stata anche al centro di un incontro tenuto la scorsa estate allo stabilimento Tettuccio per la presentazione del libro “Attentato al Papa” (Chiarelettere) con gli autori Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato. “La ragazza – ha detto l'ex giudice Imposimato, attualmente legale della famiglia Orlandi – è rimasta sicuramente in vita fino al 1997, dopo essere stata portata in Turchia. In base alle testimonianze, Emanuela si è innamorata di uno dei carcerieri, forse a causa delle sindrome di Stoccolma, e ha fatto dei figli con lui”. Nel libro, l'ex magistrato rivela le notizie ricevute nel 2002 dal generale Malkus Wolf, fino al 1985 direttore dell'amministrazione centrale della Stasi, i servizi segreti della Germania est. L'ex spia ammise l'esistenza di alcune lettere dove si chiedeva il rilascio di Alì Agca, attentatore di Giovanni Paolo II, in cambio della liberazione di Emanuela Orlandi. Queste erano state scritte dall'efficiente servizio segreto della Germania est per riavere il killer assoldato dai bulgari per uccidere il pontefice su ordine dell'Unione Sovietica. Tutto questo per nascondere il terribile complotto.
Laura Tabegna e Daniele Bernardini