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Sanlorenzo, mega yacht addio Il titolare: "Rischio trasferimento"

Massimo Perotti conferma di voler spostare la produzione a Viareggio. In cinque anni sono stati costruiti 7 mega panfili da oltre 40 metri

di Andrea Luparia

San Lorenzo, lo yacht
San Lorenzo, lo yacht

Massa, 31 ottobre 2013 - LA PROVINCIA di Massa Carrara rischia di perdere l’ennesima azienda. Massimo Perotti, titolare del Sanlorenzo, il cantiere che in un capannone della zona industriale in via Massa Avenza costruisce gli yacht più grandi, conferma di voler spostare la produzione a Viareggio. La voce era circolata nei giorni scorsi. Si parlava di contatti tra l’imprenditore e ambienti economici, sindacali e politici di Viareggio. Alla domanda se le indiscrezioni erano vere, il manager ha messo nero su bianco la sua scelta. «A più riprese ho chiesto alle autorità oggi competenti di poter usufruire di spazi a mare al fine di trasferire a Viareggio la produzione attualmente organizzata a Massa, lontano dal mare e in una situazione molto disagiata.

 


NEI PROSSIMI sei mesi la Sanlorenzo ha la possibilità di trasferire a Viareggio, alla Polo Nautico, 4 scafi in acciaio di grandi dimensioni (2 da 42 metri e 2 da 46 metri). Il conteggio in ore/uomo per la costruzione dei 4 superyacht è vicino al milione di ore/lavoro che sicuramente aiuterebbero la situazione precaria dell’indotto». Per far capire quello che Viareggio può avere (e Massa perdere), Perotti cita altri dati. «Sanlorenzo è il terzo più grande costruttore al mondo di barche sopra i 24m. Il cantiere, nato a Limite sull’Arno più di 50 anni fa, è cresciuto e si è affermato nel mondo negli anni ’70, ‘80 e ’90 con produzione di base a Viareggio, diventando de facto uno dei più importanti cantieri della storia nautica italiana. Dopo l’acquisizione della società da parte mia, ho voluto ridare slancio a Sanlorenzo. E dal 2008 ad oggi, nonostante la crisi, la Sanlorenzo è l’unico cantiere italiano a non aver richiesto cassa integrazione e a non aver ridotto le proprie maestranze, mantenendo pressoché immutato il fatturato pre-crisi».

 

Poi il manager rivolge un messaggio ai sindacati. Senza distinzione di sigle è valido per ogni località dove il cantiere offre lavoro. «In questo momento di pesante crisi economica che perdura da più di 5 anni è perfettamente inutile andare allo scontro con gli imprenditori, minacciando scioperi e blocco dei cantieri. Bisogna imparare da quello che succede nel resto del mondo. Bisogna tener ben presente che i cantieri navali che hanno meglio resistito alla crisi oggi, saranno in pole position nei prossimi mesi per cogliere i segnali di ripresa che già si stanno manifestando nei mercati overseas (al di fuori dell’Europa)». E se qualcuno si chiede perchè Sanlorenzo non ha già da tempo abbandonato Massa per trasferirsi a Viareggio, deve solo leggere la spiegazione fornita dallo stesso Perotti: «Lo stato di totale incertezza e confusione sulla eventuale futura disponibilità di aree a mare e l’impossibilità di utilizzare i capannoni produttivi della Polo Nautico, ora vuoti, non ci permettono di trasferire a Viareggio la produzione dei nostri superyacht. Bisogna che la politica e i sindacati smettano il solito atteggiamento demagogico e si mettano a tavolino con gli imprenditori più qualificati a programmare una seria politica di sviluppo della nautica a Viareggio. Purtroppo, questo paese manca da troppi anni di una sana politica industriale che favorisca la produzione in Italia. Viareggio è un marchio di qualità per la nautica mondiale, è come Maranello per la Ferrari».

 

L’ultima considerazione di Perotti non tocca direttamente Massa ma può interessare il porto di Carrara. «Sanlorenzo costruisce le barche a Viareggio, le mette in acqua con grosse difficoltà e poi è costretta a trasferirle immediatamente nei porti di Pisa o La Spezia per il commissoning finale al cliente e per il servizio di assistenza post vendita. E così, mentre tra i sindacalisti a Massa c’è chi vuole «selezionare le imprese interessate all’area Eaton», la città rischia di perdere altri posti di lavoro. Nel capannone di via Massa Avenza (dove Sanlorenzo è arrivato nel 2008), tra dipendenti diretti e indotto ci sono circa 200 persone. E in cinque anni sono stati costruiti 7 mega yacht da oltre 40 metri.
Andrea Luparia

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