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La vertenza del marmo, i cavatori accusano: "La crisi non c’è"

Balestri: "Pretese economiche assurde"

Stamani picchetto davanti alla sede di Assindustria

Cavatori (Foto di Delia)
Cavatori (Foto di Delia)

Carrara, 8 novembre 2012 - Marmo, continua il braccio di ferro tra sindacati e industriali. Oggi sciopero generale. Cave, lavoratori e segherie si fermano per tutta la giornata. A partire dalle 9 picchetto dei lavoratori davanti alla sede di Assindustria di viale XX Settembre.

La mobilitazione è stata indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il mancato accorso sul rinnovo del contratto integrativo provinciale del settore e segue la due giorni di sciopero al monte e al piano di lunedì e martedì scorso. "Nonostante la mobilitazione di inizio settimana - spiega Francesco Venturini della Cgil - non c’è stato nessuno sviluppo. Da Assindustria non si è fatto sentire nessuno".

Al momento, a dividere le parti sono aumenti salariali la cui entità sarebbe ritenuta eccessiva da parte degli industriali. "Siamo ancora molto distanti - aggiunge Venturini -. Noi chiediamo un aumento in busta paga e, devo dire, non capiamo l’atteggiamento degli industriali. Nel nostro settore la crisi non si sente e il lavoro c’è. Questo intestardirsi da parte di Assindustria credo sia solo deleterio".

Non si fa attendere la risposta di Assindustria. Il direttore degli industriali, Andrea Balestri, invita i sindacati a una presa di responsabilità in quello che reputa un momento difficile anche per il mondo del lapideo. "E’ fuori luogo - dice Balestri - fare richieste economiche in questo momento. Il problemi sono altri, come la mancanza di lavoro".

Il numero uno di Assindustria si dice disponibili a sedersi al tavolo di trattativa con le parti sociali, ma allo stesso tempo fa capire di considerare esagerate le richieste dei sindacati. "I lavoratori - spiega Balestri - ci hanno proposto uno strumento inedito. Un premio in busta paga per chi lavora di più. E’ un’idea nuova su cui si può ragionare, ma ora non è il momento giusto. Stiamo attraversando un periodo di crisi senza precedenti e questi aumenti andrebbero a pesare su tutte le aziende. Non solo su quelle che vanno bene, ma anche sulle tante in difficoltà. Aumenti salariali come quelli che vengono chiesti - aggiunge - avrebbero anche ricadute negative anche al piano, andando ad aumentare il costo del lavoro e peggiorando la competitività".

Intanto, oggi pomeriggio si terrà nella sede di Assindustria una riunione tra gli imprenditori del lapideo per discutere della vertenza e programmare un nuovo tavolo coi sindacati.

di Claudio Laudanna

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03/02/2014

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