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Crociere e scalo turistico: un affare da 40 milioni

Il commento

PORTO SI', PORTO NO. Sei a favore dei progetti di sviluppo per il porto di Marina di Carrara? Di' la tua

Carrara - Una nave da crociere nello scalo di Marina di Carrara (Foto Delia)

Carrara, 20 settembre 2011 - Millequattrocento posti di lavoro e 40 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio. Sono queste le cifre (da capogiro) elaborate dalla «Sl&a», società di esperti romani incaricata di studiare i benefici economici per la nostra provincia derivanti dalla costruzione del terminal crocieristico e del porto turistico al Lavello. Stando ai dati messi assieme dalla società specializzata in analisi sul rapporto tra turismo e territorio — che ha per lunghi mesi incrociato i principali indicatori dell’economia apuana con dati di realtà di uguali dimensioni e, infine, con le indicazioni fornite dallo sviluppo del mercato turistico negli ultmi anni — la costruzione delle nuove infrastrutture potrebbe portare linfa vitale su tutto il territorio e favorire il nascere di opportunità ad oggi insperate.

Peccato però che, per il momento almeno, si tratti solo di pure e semplici ipotesi che, volutamente, non tengono conto di vere e proprie ‘montagne’ come le procedure burocratico e amministrative e la realizzazione delle oepre stesse. "Questi dati e i consigli in essi contenuti — spiega il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Guccinelli — ci saranno molto utili in fase di realizzazione del piano regolatore portuale, ragion per cui li abbiamo già girati ai nostri esperti. Oramai siamo a buon punto nell’iter che porterà alla sua approvazione e, sono convinto, che il 2012 porterà tante novità". Il compito di illustrare i risultati dello studio è andato a Stefano Landi di «Sl&a» che ha tracciato alcune linee guida da seguire per raggiungere obiettivi tanto ambiziosi.

 "Per quanto riguarda il terminal crocieristico — spiega — il mercato è in continua crescita. Per Marina sarebbe auspicabile una gestione privata e, inoltre, puntare sul proporsi come porto di partenza e arrivo per navi fino alle 2mila persone. Così facendo, a pieno regime si potrebbe raggiungere un traffico complessivo di 7 navi la settimana da aprile a ottobre con una ricaduta sul territorio di circa 16 milioni di euro l’anno e 800 posti di lavoro, comprensivi di circa 300 camere d’albergo per coloro che dovranno arrivare o partire dal porto".

Importanti in uguale misura risultano essere i dati che emergono anche dal possibile impatto sul territorio del porto turistico che, assieme al terminal crocieristico, viene considerato come 'un’unica opera di rilancio del litorale'. "La domanda di posti barca nell’alto Tirreno è in forte crescita — spiega ancora Landi — per questo la nuova struttura al Lavello potrà trovare facilmente mercato. Basti pensare che solo la richiesta locale si aggira sulle 900 unità. Bisognerà poi valutare se decidere di favorire una progettualità pensata per una fascia più alta di clientela, cosa per cui il resto delle infrastrutture del territorio non sembra però ancora pronta, oppure favorire la quantità. In ogni caso — chiude l’esperto — stimiamo che questi nuovi progetti, una volta realizzati, dovrebbero portare circa 500 nuovi posti di lavoro e ricadute nell’ordine dei 20-25milioni di euro all’anno".

Claudio Laudanna

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