Umberto Mosti la realizzerà a giugno per beneficenza
Massa, 9 gennaio 2012 - «PANARIELLO, Zucchero e Renato Zero saranno una sorta di testimonial della pizza più lunga del mondo che realizzerò a giugno». Umberto Mosti, in arte il “fornaretto”, lo stesso nome del suo ristorante a Castagnara, ci ha detto che il sì dei tre big del mondo dello spettacolo lo ha avuto venerdì sera, durante la cena che ha fatto seguito allo show del Giorgio nazionale a Marina di Carrara in favore degli alluvionati di Aulla.
«Ho ospitato volentieri tanti grandi del mondo della canzone e dello spettacolo nel mio locale — ci ha confessato Umberto Mosti — e tra un bicchiere e l’altro, dopo aver ricordato con Giorgio i tempi passati, ho spiegato a tutti i commensali l’obiettivo che intendevo raggiungere: fare e servire la pizza più lunga del mondo e raccogliere fondi per l’ospedale del cuore». Intendiamoci, per il “fornaretto” questa non è una novità perchè lui con l’amico Ennio Bongiorni, col quale collabora anche nell’impresa di quest’anno, nel 2007 è entrato nel libro dei guinness dei primati proprio per aver realizzato la pizza più lunga del mondo. In sostanza, vuoi battere il tuo record. «Sì, voglio passare dai 405 metri — ci ha detto con un pizzico di orgoglio — al chilometro e centocinquanta metri di pizza».
Al lavoro metterà i pizzaioli e i volontari che nell’ottobre del 2007 impastarono e servirono sul viale della Stazione la super pizza. Umberto festeggiò così il quarantesimo anniversario della sua attività. «Questa volta — ci ha confidato — intendo realizzare questa pizza gigante sul lungomare tra Poveromo e Cinquale per coinvolgere così due Comuni. Sarà più del doppio della precedente che sfornammo dopo sei ore di lavoro. Per questa impresa quindi dovremo metterci all’opera la mattina per poter servire la pizza di sera ai turisti e ai residenti che saranno liberi di versare un’offerta per l’Opa. E a testimoniare il record ci saranno anche Giorgio Panariello, Renato Zero e Zucchero Fornaciari, amici che come me vogliono bene a questa terra e sono sempre pronti a dare una mano alla nostra gente per rimettere in moto l’economia del territorio».
di ALBERTO SACCHETTI