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L'esplosione del metanodotto Aziende, rischio cassa integrazione

I tecnici addetti al ripristino sono bloccati
La zona è ancora sotto sequestro

La procura di Massa al momento ha aperto un fascicolo contro ignoti per crollo colposo e lesioni colpose

Esplode metanodotto (Pasquali)
Esplode metanodotto (Pasquali)

Massa Carrara, 22 gennaio 2012 - Mentre il Comune di Tresana ha deciso di costituirsi parte lesa nei confronti della Snam dopo l'esplosione di mercoledi' scorso al metanodotto che ha provocato dieci feriti e sventrato tre case, torna l'incubo cassa integrazione per gli 80 operai delle due cartiere di Gassano, frazione del Comune di Fivizzano.

Si allungano i tempi per il ripristino della linea del metanodotto che le alimenta. Lunedi' le aziende potrebbero decidere per la cassa integrazione. La task force di 60 tecnici mobilitata dalla Snam non puo' ancora intervenire sul luogo del disastro, ancora sotto sequestro.

La procura di Massa che al momento ha aperto un fascicolo contro ignoti per crollo colposo e lesioni colpose, ha nominato un consulente tecnico che dovra' eseguire la perizia che probabilmente iniziera' lunedi'. Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi si e' mobilitato e ha contattato il prefetto Giuseppe Merendino che ha assicurato il suo interessamento. La procura dal canto suo ha gia' fatto sapere che agira' con celerita' anche se i tempi tecnici non possono accorciarsi piu' di tanto. Sono stazionarie le condizioni dei quattro ustionati, due donne e due operai.

video massa_carrara
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