IL 'day-after' a Mulino di Barbarasco è terrificante, il paesaggio è simile a quello successivo all’esplosione di un ordigno
Massa Carrara, 19 gennaio 2012 - IL «DAY-AFTER» a Mulino di Barbarasco è terrificante, il paesaggio è simile a quello successivo all’esplosione di un ordigno. Poco prima c’era l’inferno. Fiamme alte che raggiungevano il cielo. Un padre che ha visto il figlio di 21 anni, trasformarsi in una torcia umana mentre stava lavorando. Ancora due ore poi avrebbero finito il lavoro che durava ormai da due mesi, invece si sono trovati al centro della tremenda esplosione. C'erano anche altri tre operai della ditta che effettuava gli interventi al metanodotto che hanno riportato solo lievi ferite. Madre e figlia sono state scaraventate a terra mentre erano nei campi e ustionate dalle fiamme. Nei loro volti ancora il segno della paura mentre le ambulanze le portano all’ospedale.
Un paio d’ore dopo, quando le fiamme sono state spente nel raggio di 400metri quadri non c’è più un filo d’erba, tre case distrutte, un cascinale interamente bruciato, altre abitazioni lesionate, rovine ovunque, camion e escavatore bruciati, coltivazioni distrutte, i cadaveri di quattro mucche e di animali da cortile. Poi ci sono tanti occhi impauriti di quel pugno di abitanti di Mulino di Barbarasco che dopo il boato e le fiamme avevano pensato addirittura alla caduta di un aereo. La paura è rimasta dentro a tutti i presenti. Fra i primi ad intervenire il sindaco di Tresana Oriano Valenti e il presidente dell’Unione dei comuni Cesare Leri che cerca di portare conforto a tutti e prova a tiovare subito soluzioni per un paio di famiglie sfollate. Un ragazzo, Luca, arriva disperato. Ha saputo dell’esplosione e cerca disperatamente il padre. Lo trova, si abbracciano. E’ fra gli scampati alla tragedia. C’è anche chi piange ancora. Guarda smarrito e chiede spiegazioni. Poi arrivano tutti i rappresentanti delle istituzioni.
Dopo l'alluvione un'altra emergenza.
Ora la Lunigiana dopo la tragedia dell’alluvione deve far fronte a un’altra emergenza. Anche le conseguenze dell’esplosione sono gravi: 25 mila abitanti sono costretti con una temperatura attorno allo zero a trascorrere la notte al freddo. Per scaldarsi non potranno utilizzare il riscaldamento ma le stufe, oppure mettere più coperte nel letto. Nelle condutture di gas non c’è più metano e dalla protezione civile arriva l’ordine di chiudere tutte le caldaie di casa. Scatta l’allarme per i sindaci dei comuni di Aulla, Fivizzano, Licciana, Podenzana e Tresana dove il gas non arriva. C’è il problema della case di riposo, numerose nella zona, dove si sta cercando di reperire stufette elettriche mentre il centro di Parma della Snam (che è subito intervenuto) sta portando carri bombolati, che verranno messi in funzione anche oggi per alimentare il riscaldamento nella zona. Le scuole saranno chiuse, eccetto alcune che sono alimentate con un altro tipo di energia, sia oggi ma con tutta probabilità anche domani. Nell’ospedale di Fivizzano, alimentato a gasolio, il riscaldamento funziona ma sono ferme le cucine, quindi a partire da oggi arriveranno pasti confnzionati. Prima di ripartire col il riscaldamento i tecnici dell’azienda che gestisce la rete, verificheranno in tutte le abitazioni il corretto ripristino dell’erogazione del gas.
Soccorsi perfetti.
La macchina dei soccorsi ha funzionato bene, a partire dai vigili del fuoco di Aulla che sono riusciti ad arginare in breve tempo quell’inferno che si era scatenato visibile da molto chilometri di distanza. Perfetto l’intervento del 118 di Massa. Gli operatori in servizio il dottor Luca Mosti e gli infermieri Giorgio Luciani e Serena Di Buono, il tecnico Dino Tonlazzerini hanno immediatamente inviato a Mulino di Barbarasco i due medici delle automediche Charlie 0 e 5 con il dottor Giuseppe Vita e l’infermiere Maurizio Fiore, quattro ambulanze delle misericordie di Mulazzo e Pontremoli, della Croce Rossa di Albiano e della Pubblica assistenza di Aulla. Tramite la centrale di Toscana soccorso sono arrivati due elicotterii Pegaso 3 dal Cinquale e Pegaso 1 da Firenze, ai quale si è aggiunto il velivolo dei Vigili del fuoco di Genova. Sono stati allertati quattro ospedali, dove è stata fatta una ricnognizione dei posti letto disponibili a ospitare tutti i feriti.