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Offese a Vittorio Emanuele
Assolto l'anarchico Fallisi

Il giudice di pace di Carrara ha assolto  l'anarchico e tenore milanese Joe Fallisi dall'accusa di aver offeso l'onore e la reputazione di Vittorio Emanuele di Savoia perché "il fatto non costituisce reato"

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Tribunale( foto Ansa)
Tribunale( foto Ansa)

Carrara, 10 gennaio 2011 - Il giudice di pace di Carrara ha assolto oggi l'anarchico e tenore milanese Joe Fallisi dall'accusa di aver offeso l'onore e la reputazione di Vittorio Emanuele di Savoia, ricordando, in occasione di una commemorazione di Gaetano Bresci, la vicenda della morte di Dirk Hammer per la quale il figlio dell'ex re venne assolto in Francia dall'accusa di omicidio. Il giudice ha assolto l'anarchico ''perché il fatto non costituisce reato''.


Fallisi era finito a processo per diffamazione a mezzo stampa, dopo una denuncia dello stesso erede Savoia, a causa di un articolo di stampa in cui si riportavano le parole che l'anarchico avrebbe pronunciato, il 23 luglio 2003 a Carrara, in occasione della commemorazione del regicidio da parte di Gaetano Bresci. In particolare la frase incriminata, pronunciata da Fallisi, sarebbe stata che Vittorio Emanuele aveva ''ucciso un giovane all'isola di Cavallo per futili motivi''. Sotto inchiesta erano finiti anche due giornalisti, poi prosciolti dal gip di Firenze dall'accusa di diffamazione a mezzo stampa.

 


Oggi il pm aveva chiesto la condanna di Fallisi a una pena pecuniaria di 1.200 euro. La parte civile aveva invece chiesto un risarcimento danni di 25 mila euro. Il difensore di Fallisi, avvocato Gabriele Fuga, aveva chiesto per il suo assistito l'assoluzione e anche un risarcimento danni di 2.000 euro, motivandolo con le spese sostenute ''per le udienze in più provocate dall'assenza di Vittorio Emanuele che doveva essere ascoltato in qualità di teste''. Il figlio di Umberto di Savoia, infatti, citato come teste, non si è mai presentato, motivando l'assenza con impegni professionali. Il giudice di pace ne aveva ordinato anche l'accompagnamento coatto per l'udienza di oggi, ma, come è stato rilevato dalle forze dell'ordine, sarebbe stata necessaria una rogatoria internazionale visto che l'erede di casa Savoia risiede in Svizzera.


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