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Anna Giulia, l'accusa
è sequestro di persona

Il padre è stato portato nel carcere di Massa, la madre nella sezione femminile della casa circondariale di Livorno

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Una famiglia (Foto Businesspress)
Una famiglia (Foto Businesspress)

Massa, 28 luglio 2010 -  Sequestro di persona: è questa  l'accusa mossa dalla magistratura di Massa Carrara a Massimiliano Camparini e Gilda Fontana,  i genitori reggiani bloccati ieri con la figlia Anna Giulia di cinque anni in Svizzera, undici giorni dopo il blitz compiuto nella casa-vacanze dove la bimba soggiornava per l' estate a Marina di Massa, e la fuga che li aveva portati  a Novaggio, nel Canton Ticino.

 

Il padre è  stato portato  nel carcere di Massa, la madre nella sezione femminile della casa circondariale di Livorno.

"Spero che il tribunale, con un atto di forza e di umiltà, valuti ora solo il bene della bambina: l'unica soluzione, a parer mio e del mio consulente, Camillo Valgimigli, è quello di trovare una struttura che possa ospitare in questo momento sia la bambina che la sua famiglia, almeno la mamma: altrimenti la piccola porterà le conseguenze di questa vicenda per tutta la vita".

 

È l'appello lanciato da Francesco Miraglia, il legale dei genitori di Anna Giulia, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, all'indomani del fermo dei due genitori dopo la fuga con la figlia, durata undici giorni, seguita al rapimento in una struttura estiva di Marina di Massa. "Si valuterà una sorveglianza 24 ore su 24 - aggiunge ancora il legale - e le eventuali responsabilità dei genitori, ma prima il tribunale deve valutare qual è il bene della bimba".

 

Il legale, in viaggio verso la Toscana per incontrare i suoi assistiti, dichiara di non essere a conoscenza del luogo dove sia stata portata la bambina nè delle precise imputazioni a carico dei propri assistiti. Della fuga riferisce solo che la famiglia si era stabilita in un paese vicino Lugano dove il papà aveva già cominciato a lavorare come falegname.

 

Al momento in cui è stata riconsegnata alle forze dell'ordine, "Anna Giulia - racconta ancora il legale - ha avuto una crisi di pianto esagerata". Dopo 11 giorni con i genitori, conclude Miraglia, "Anna Giulia non può tornare nella struttura di Reggio Emilia che la ospitava e non può assolutamente essere data a una famiglia: sarebbe come violentarla da parte delle istituzioni".

 

Opposta la  versione della tutrice, l'avvocato Sabrina Tagliati: ''La bimba era tranquilla ed è stata contentissima di vedere le suore, che sono venute con noi a riprenderla''. ''No, e' innaturale che una bimba che sta nuovamente con la mamma voglia andare con le suore'', ha controreplicato Miraglia: ''Noi abbiamo 300 foto che dimostrano come la bimba e' stata benissimo con i genitori in questi giorni''. In attesa delle prossime decisioni del Tribunale per i minorenni, Anna Giulia e' stata riaffidata alla tutrice e, a quanto si e' appreso, al Cenacolo Francescano.


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