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Parco eolico
sull'appennino
L'ira di Sgarbi

Contestato in piazza il mega progetto sul crinale Cisa-Cirone. Il critico chiede aiuto al ministro bondi "per fermare lo scempio"

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Parco eolico (Foto Germogli)
Parco eolico (Foto Germogli)

Pontremoli, 21 luglio 2010 - Dall’'Italia delle meraviglie' seguendo le strade del paesaggio e i tesori dell’arte alla crociata contro l’eolico e il fotovoltaico. Vittorio Sgarbi, invitato agli 'Incontri del Caffè Bellotti' per presentare i suoi ultimi libri su Caravaggio e sui luoghi d’arte da non perdere, l’altra sera in piazza di fronte ad un pubblico numeroso ha dato vita a un vero e proprio show a tutto campo, parlando di politica, filosofia, letteratura e anche di ecologia. A far scattare la scintilla per la 'crociata' contro l’eolico è stata la domanda di uno spettatore che ha sollevato critiche sul progetto per la costruzione di un parco eolico sul crinale Cisa-Cirone nel territorio comunale di Pontremoli.

 

Un 'ecomostro' che prevede l’installazione di 24 pale per produrre 3 mila Kwh l’anno per 72 megawatt complessivi. Sono previsti impianti con turbine a taglia elevata (si parla di torri alte oltre 150 metri) e le pale occuperebbero una fascia di territorio di lunghezza complessiva di circa 4.5 chilometri, distribuite ad una distanza variabile tra circa 250 ai 550 metri. Ogni piazzola avrebbe una dimensione di 25 per 50 metri, pari a un’area di circa 1250 metri quadrati. Un intervento che si annuncia pesante sotto il profilo ambientale e contro il quale è scattata l’ira urlata e scoppiettante di Vittorio Sgarbi, che ha invitato i politici locali a battersi per rifiutare la realizzazione di queste opere.

 

Vedendo in piazza il professore Giuseppe Benelli, Sgarbi lo ha invitato a intervenire presso il ministro Sandro Bondi per bloccare quello che ha definito uno scempio. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche per il critico d’arte sarebbero in palese contrasto con l’articolo 9 della Costituzione, là dove afferma che «la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sarebbero dunque da bandire. «I soldi dell’Unione Europea, diamoli all’agricoltura», ha concluso Vittorio Sgarbi. Ma le possibili ripercussioni negative del progetto del parco eolico Cisa-Cirone hanno già mobilitato anche il Club Alpino italiano.

 

Nel mirino c’è anche il degrado causato dal via-vai di mezzi per la manutenzione degli impianti e dall’utilizzo improprio delle strade di montagna da parte degli sportivi del cross motorizzato. "Occorrerebbero oltre 5000 torri eoliche per avere un risparmio di petrolio dell’1,1 per cento l’anno — affermano gli oppositori del progetto —, beneficio subito annullato dagli aumenti annuali del greggio. Il prezzo di questo modestissimo risparmio sarebbe la devastazione dell’enorme ricchezza ambientale rappresentata dall’Appennino".

N.B.


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