Autotrasporto in ginocchio: numerose aziende rischiano il collasso. Ai 750 passaggi di media del dicembre del 2007 ne sono seguiti nel dicembre scorso poco più di 400. Si è ridotto a zero, invece, il trasporto di terre. Anche la Imerys stoppa undici mezzi pesanti
Carrara, 8 gennaio 2008 - Un settore in ginocchio, vicino a una paralisi da cui sarà difficile rialzarsi. L’autotrasporto non naviga in buone acque e i dati relativi ai passaggi dei mezzi pesanti dalla pesa pubblica di Torano parlano più che chiaro.
Se a palazzo civico il piatto piange con drastiche riduzioni del gettito della tassa marmi (dal mese di novembre nessuna giornata ha registrato una media superiore ai 500 passaggi a fronte degli 800 o mille canonici che tante proteste hanno suscitato nel corso degli anni da parte di comitati e ambientalisti), anche i dati della Confartigianato non illustrano certo una situazione che lascia speranze: ai 750 passaggi di media del dicembre del 2007 ne sono seguiti nel dicembre scorso poco più di 400. Un colpo di mannaia che i più ottimisti riferiscono alle abbondanti piogge del mese scorso, ma che i più attenti legano all’andamento economico della nostra città.
E la flessione - dichiarano gli addetti - è riferita soprattutto alle terre e alle scaglie, mente il blocco di marmo bianco continua a stare a testa alta nel mercato internazionale. Così sul panorama di tout venant, scaglie e terre, assistiamo al calo di produzione dell’Omya che pare abbia chiuso (la fonte è Confartigianato) il frantoio di Ceparana e dimezzato i suoi viaggi al monte.
Dei 15 mezzi pesanti che prima passavano 120 volte il giorno dalla pesa adesso si contano appena una sessantina di viaggi. "Lo stesso fenomeno - spiega Attilio Papini, responsabile autotrasportto di Confartigianato - dell’Omya viene registrato anche per la Imerys che ha fermato in un colpo solo 11 camion. La crisi del settore, oltre alle comprensibili ripercussioni sull’economia e sull’occupazione, crea grandi problemi anche alla sicurezza. Dalle cave non vengono più portate giù le terre: essendo costrette anch’esse alla tassa marmi, non sono più competitive sul mercato, dal momento che è più comodo e vantaggioso comprarle in altri Comuni dove non esiste il balzello e il costo è veramente competitivo".
"Questo tuttavia crea notevoli problemi alla sicurezza perché l’accumulo di terre nei bacini comporta rischi idraulici e pericoli di frane. Il settore dell’autotrasporto - ha spiegato Papini - sta vivendo uno dei momenti più difficili della storia. Con la disponibilità ad andare incontro alle richieste del Comune per allentare le tensioni sociali in vista della realizzazione della strada dei marmi, abbiamo già subito un duro colpo di mannaia.
Adesso la categoria è in ginocchio: molte aziende non sopravviveranno alla crisi, altre saranno costrette a guardare altrove e ad altri materiali. Qua a Carrara bisogna decidere se continuare con la produzione del marmo o se si vuole chiudere le cave e fare un grande parco giochi nelle Apuane. Continuando questa guerra si blocca l’economia e queste sono le conseguenze. Dio - conclude Papini, che coordina una associazione che conta 150 imprese - ci ha dato tanto in nautra, non poteva anche dare altrettanto in cervello...".
Cristina Lorenzi
Va in scena al teatro Animosi di Carrara l’ultimo lavoro, incompiuto, di Luigi Pirandello: 'I giganti della montagna', nella versione di Federico Tiezzi con un ‘finale’ appositamente scritto dal poeta e artista di teatro Franco Scaldati. Giovedì 22 e venerdì 23 gennaio, un cast magnifico presenterà l'opera. Fra gli attori, Sandro Lombardi (nella foto), Iaia Forte, Marion D’Amburgo, Massimo Verdastro, Silvio Castiglioni